Trivellazioni in mare, la Consulta dice sì al referendum promosso dalle Regioni

martedì 19 gennaio 2016

La decisione è arrivata dopo il ricorso contro la normativa presentata dal Governo.

La Corte Costituzionale ha definito ammissibile il referendum sulle trivelle e la norma sulla durata delle autorizzazioni a perforare ed estrarre.

I referendum promossi da Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise erano sei ed erano stati inizialmente accolti dalla Cassazione. In seguito al varo della Legge di stabilità, che ha posto rimedio ad alcuni punti contestati dai quesiti referendari, la Corte ha rinnovato il proprio parere. Resta dunque in piedi un solo referendum ed è relativo alla durata delle autorizzazioni a perforare ed estrarre. Le Regioni chiedono che venga abrogata la disposizione che concede a vita la durata dell’autorizzazione.

«Mi auguro che la paura della coincidenza di questo referendum con quello sulle riforme costituzionali non stronchi questa discussione. Il Governo può fare un’altra norma "uccidi - referendum" e mi auguro, a questo punto, che la eviti perché la campagna referendaria partirà oggi stesso e bisogna evitare che gli italiani pensino che di queste cose non si può discutere nel nostro Paese». Lo ha dichiarato il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano in una nota commentando l’ammissione del quesito referendario da parte della Consulta.

"Abbiamo l’occasione di fare una bella discussione – prosegue Emiliano -  sulle cose veramente importanti, sino a ottobre quando si svolgerà il referendum, per capire qual è il destino energetico del nostro Paese». «È un referendum che tende a spingere il Governo a elaborare una politica energetica e a dire se in questa politica debbano o meno avere un ruolo le ricerche di idrocarburi e - in particolare - l’eventuale sfruttamento dei pozzi ritrovati, cosa che il governo ancora non ha fatto», continua Emiliano e conclude: «Nel frattempo, in attesa di questa risposta, le Regioni hanno chiesto al popolo italiano di decidere se ritengono che la ricerca di idrocarburi e l’eventuale sfruttamento dei pozzi sia necessario all’economia italiana. Lo faremo con i Consigli regionali, ai quali faccio le mie congratulazioni, perché sono i veri promotori del referendum". 

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