In affanno le sale operatorie di Chirurgia al Fazzi, 1266 pazienti in lista d'attesa

lunedì 18 gennaio 2016
Da gennaio a novembre ridotte al minimo le sedute giornaliere, oggi si pensa a sedute pomeridiane.

Alla Chirurgia del Fazzi c'è una lista di 1266 pazienti, alcuni in attesa da 3 anni. Come riferisce Salute Salento è l'effetto della contrazione delle sedute disposte dalla direzione sanitaria a partire dal giungo scorso, da quando è andato in pensione a giugno scorso il primario Corrado Manca.
“L’allora direttore generale Giovanni Gorgoni decise di accorpare i due blocchi operatori per razionalizzare le risorse e per consentire i lavori di adeguamento delle sale operatorie che si erano resi necessari dopo alcune prescrizioni dei Nas - si legge - poi in estate bisognava garantire le ferie al personale e quindi le sedute vennero ridotte a 3-4 a settimana. Ben lontani dai tempi d’oro, il 2013 e 2014, quando la Chirurgia poteva disporre di 11 sedute.
Da gennaio a luglio 2015 si è passati da 8 a 7 e 6 sedute. Nonostante una lista di attesa che a metà giugno 2015 era di 722 pazienti. Fino ad arrivare in agosto quando il reparto ha avuto a disposizione soltanto 3 sedute la settimana. Riservate completamente alle emergenze e ai tumori. Da novembre scorso, da quando si sono riuniti i gruppi operatori, i bisturi hanno ripreso a funzionare. Oggi le sedute sono diventate 6 a settimana e quanto prima, con 2-3 sedute aggiuntive nel pomeriggio, si potrebbe arrivare a 9 -10 sedute, considerate sufficienti per rimettersi in carreggiata”. Per questo si pensa di aprire le sale operatorie anche di pomeriggio. L’equipe chirurgica del Fazzi è diretta oggi dal dottore Paolo Mastrototaro, un chirurgo di lungo corso originario di Giovinazzo, a Lecce da 36 anni, assieme ai suoi 16 medici e agli infermieri strumentisti.

Ma la situazione in Chirurgia ha anche una ricaduta positiva: alcuni dei pazienti del Pronto Soccorso, sempre alle prese con la carenza di posti letto, trovano posto nel reparto. Una recente circolare interna dispone che anche la Chirurgia metterà a disposizione dei pazienti extralocati (quelli che non trovano posto nel reparto che li dovrebbe curare) almeno 4 posti letto (il 10 per cento).   

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