Commissariamento di Cavallino, Blasi attacca il Pd provinciale:"Militanza sacrificata all'inciucio"

domenica 17 gennaio 2016
Il consigliere regionale critica la decisione della segreteria provinciale di azzerare i vertici del circolo di Cavallino: "Si sono riufiutati di appoggiare una coalizione con candidato di destra".
  

Lo scontro pre-elettorale interno al circolo Pd di Cavallino conclusosi con il commissariamento deciso dalla segreteria provinciale riaccende le diatribe interne al partito pugliese. Con una nota dai toni duri il consigliere regionale Sergio Blasi attacca Piconese e invita il segretario uscente Roberto Serra a rivolgersi ad Emiliano.

 “In provincia di Lecce siamo arrivati all’assurdo di un circolo del Partito Democratico, quello di Cavallino, che viene commissariato dalla segreteria provinciale perché il suo segretario, Roberto Serra, rifiuta di allearsi con la destra in vista delle elezioni comunali” scrive Blasi  “agendo al di fuori dello Statuto, e violando il sacrosanto diritto di un circolo di autodeterminarsi, la segreteria provinciale ha nominato un trio di commissari pronti a traghettare il Pd al seguito di una candidata sindaco di fede politica missina e in coalizione con Forza Italia. Una operazione che segna la morte della politica e l’inizio della lotta per il potere fine a sé stesso. La messa in soffitta della militanza per lo sdoganamento definitivo dell’inciucio.

 Provo vivo dispiacere nel constatare quello a cui ci si è ridotti in provincia di Lecce. Anche perché quando parliamo del circolo Pd di Cavallino il pensiero di ogni militante di centrosinistra nel Salento non può che andare a Fernando Carlà, di cui Serra è stato l’allievo, e al suo impegno disinteressato e pluridecennale per la causa della sinistra. Quella storia oggi viene calpestata con una operazione di puro lobbysmo politico.

 Invito il legittimo segretario insieme ai militanti del circolo a non mollare e a ricorrere al segretario regionale, deputato a dire la sua su questa operazione di bassa politica, e invito il segretario regionale Emiliano a interessarsi della questione, come è sua competenza. Il rischio è che uno dei circoli più vivi e appassionati della provincia di Lecce venga svuotato di militanti e riempito di figuranti al servizio dei padroncini di turno.

Offrire copertura politica a operazioni che lasciano basiti decine di militanti, e non solo di Cavallino, contribuirebbe a svuotare, come tristemente avviene da qualche anno, il partito provinciale della passione e dell’intelligenza di tanti uomini e donne, che si allontanano sdegnati di fronte a una gestione fondata su cooptazioni e accordi tra ceto politico di qualsiasi provenienza e mai sul merito dei temi e delle proposte da portare avanti sui territori”. 

 “La Segreteria provinciale è entrata a gamba tesa nel confronto democratico locale e ha imposto un candidato sindaco, la cui storia è tutta scritta nella destra locale e, pertanto, non condiviso dalla larga maggioranza degli iscritti che si erano già riuniti in Assemblea di Circolo (l’11 novembre scorso) e avevano impegnato il Segretario cittadino nella formazione di una lista unitaria e nell’individuazione del candidato sindaco, espressione di un chiaro rinnovamento” scrive Roberto Serra che aggiunge:  “nonostante tale inqualificabile ingerenza, che ha leso la volontà formatasi all’interno di una legittima Assemblea al di fuori delle regole statutarie, il Circolo di Cavallino ha garantito un costante impegno per la ricerca di una ragionevole soluzione, senza mai rilasciare pubbliche dichiarazioni né assumere atti in contraddizione con tale operato”.

 “Di fronte a questa situazione non possiamo che richiamare le responsabilità di un comportamento antidemocratico di chi sente il bisogno d’intromettersi con atti arbitrari, senza alcun diritto, nella discussione interna ad un Circolo violandone l’autonomia politica – conclude l’ex segretario Pd di Cavallino  - e solo su di loro ricadrà la responsabilità di quanto accadrà nel prossimo periodo elettorale e si vedrà veramente chi ha serie intenzioni di cambiamento e chi, invece, vuole conservare la propria piccola fetta di potere solo fine a sé stessa e alle proprie fortune”.

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