L'Arti replica all'Università del Salento: "Flop startup? Un fallimento che non c'è"

sabato 16 gennaio 2016

"Non incentivi, ma servizi; non finanziamenti privi di controllo, ma accompagnamento delle idee imprenditoriali in grado di stare sul mercato". L'Arti replica così allo studio condotto dall'Università del Salento secondo il quale le startup tecnologiche pugliesi intascano finanziamenti pubblici ma non fatturano un euro.

Uno studio, quello dei ricercatori salentini, che per l'Agenzia Regionale per la Tecnologia e Innovazione, presenta punti "metodologicamente non corretti".

"Start Cup Puglia - spiegano in una nota - è il livello regionale del PNI-Premio Nazionale per l’Innovazione, di cui condivide gli obiettivi e i meccanismi: mira, cioè, a promuovere la ‘cultura’ di impresa prevalentemente presso spin off accademiche. I premi, pertanto, non sono certo configurabili come incentivi, bensì come riconoscimenti ai migliori progetti di impresa: l’importo limitato di quelli assegnati in Puglia lo dimostra chiaramente, ammontando a 10mila euro per ogni team vincitore; sono peraltro vincolati alla costituzione della società e alla partecipazione alla finale nazionale del PNI". 

Analizzare le 36 startup premiate in un unico lasso temporale così ampio (2008-2014), secondo l'Agenzia, non può fornire dati significativi. Startup nate in anni più recenti, in buona sostanza, possono non registrare ancora ricavi o non aver attivato occupazione. 

"Sarebbe stato più utile analizzare l’evoluzione che il processo sta avendo, evidenziando che negli ultimi anni i casi di successo sono più significativi". Per avvalorare questa tesi, l'Arti riporta alcuni dati: "Lo confermano società operative con successo: Biofordrug (spin off dell’Università di Bari e vincitore della Start Cup 2010); Diptera (vincitore di categoria al PNI 2014); il vincitore assoluto del PNI 2015, New Gluten World, spin-off dell’Università di Foggia, che il sistema regionale ha supportato anche nella fase di tutela della proprietà intellettuale, che ha visto l’investimento nella società di un grande imprenditore locale". 

Resta un campo aperto, però, il problema dello sviluppo di nuove imprese tecnologiche. Su questo argomento l'Arti ricorda alcuni strumenti messi in campo che - sostengono - ha sortito effetti, come la formazione sulla proprietà intellettuale e sul trasferimento tecnologico, il sostegno alla protezione internazionale dei brevetti, il sostegno alla prototipazione ecc.. 

"E in tutte queste iniziative - continuano - nessun incentivo ai partecipanti e nessun compenso ai mentori, perché il ruolo dell’Agenzia è quello di stimolare la cultura dell’imprenditoria innovativa e favorire le condizioni perché si possa fare impresa. Un’analisi sull’evoluzione del fenomeno della nascita di startup e una discussione sul tema è auspicabile - concludono - purché sia seria, corretta e non strumentale".

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