Uno studio rivela: “Puglia penultima regione d'Italia per le perfomance sanitarie”

sabato 16 gennaio 2016

Lo rivela uno studio svolto dall’università “Tor Vergata” di Roma che ha studiato le prestazioni dei servizi sanitari regionali. La Uil Puglia: «Serve razionalizzare la spesa».

L’analisi delle performance dei sistemi sanitari regionali mostra un’Italia divisa in tre tronconi con sette regioni inserite nell’area di eccellenza,  sei nella media e otto nella zona critica. Tra queste ultime c’è anche la Puglia che con Calabra e Campania occupa le ultime posizioni della classifica frutto dello studio realizzato dall’università degli studi di Tor Vergata di Roma e intitolato “Una misura di Performance dei SSR”.  Il progetto ha misurato le performance dei servizi sanitari regionali in base alla soddisfazione espressa dagli utenti su servizi, esiti clinici, impatto sociale ed economico.

La provincia di Trento, Piemonte e Liguria occupano i primi tre gradini della classifica, Calabria, Puglia e Campania gli ultimi tre. Il risultato di quest’anno evidenzia però che il gap in termini di misura di performance tra il sistema sanitario regionale migliore e il peggiore si sta riducendo. «Purtroppo, lo studio ha scoperto l’acqua calda: per capire che il sistema sanitario regionale fosse in una delle fasi più basse, a livello qualitativo, della propria storia, non c’era bisogno di consultare addetti ai lavori, ma sarebbe bastato interpellare i pazienti costretti a liste d’attesa bibliche o a rivolgersi fuori dai confini pugliesi per godere di un trattamento sanitario degno di tal nome», dichiara in una nota Aldo Pugliese, segretario generale della UIL di Puglia e di Bari-Bat.

«La Puglia è in coda alla classifica delle regioni del Mezzogiorno e questo significa che la forbice tra il Nord e la nostra regione è abissale. Lo diciamo da tempo e lo ripeteremo fino allo sfinimento: occorre razionalizzare la spesa e innalzare la soglia qualitativa del servizio», continua e conclude suggerendo che «l’unica strada percorribile è quella dei “distretti socio-sanitari” che permetterebbero di rivalutare anche tante strutture in disuso, rendendole utili alle reali esigenze del territorio, riducendo così sensibilmente sia le liste d’attesa che il ricorso ai ricoveri, che rappresentano un costo non sostenibile, a questi livelli, per la Regione Puglia, che già deve far fronte a un debito importante, pari a circa 124 milioni».

Fonte: Barisette

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