Sangue infetto, lo Stato dovrà risarcire i pazienti: accolto il ricorso di un'associazione leccese

giovedì 14 gennaio 2016

La Corte Europea per i diritti dell’uomo ha accolto l’istanza dell’avvocato Paola Perrone per conto dell’associazione giovanile talassemici della Provincia di Lecce. 

La Corte Europea per i diritti dell’uomo ha accolto il ricorso dell’associazione giovanile talassemici della Provincia di Lecce. Lo Stato italiano è stato condannato a risarcire alcuni giovani leccesi e altri cittadini sparsi in tutta Italia, infettati da alcuni virus (Aids, epatite B e C), in seguito a delle trasfusioni di sangue effettuate nei primi anni 90. Il ricorso era stato presentato nel mese di giugno 2012 dall'avvocato Paola Perrone.

La lunga battaglia giudiziaria per ottenere il risarcimento iniziò alla fine degli anni 90. Con due leggi del 2007 lo Stato italiano aprì la procedura transattiva per il risarcimento dei danni e le domande di transazione furono presentate nel gennaio 2010. Tuttavia con una legge successiva, furono esclusi, di fatto, la maggior parte dei partecipanti dalle transazioni. 

Da qui il ricorso dell’associazione Talassemici di Lecce e dell’avvocato Perrone alla Corte Europea di Strasburgo, che nell’aprile 2014 dichiarò la causa intrapresa dai salentini “causa pilota”, riunendo attorno ad essa altre cause intraprese sul territorio nazionale.

 “Una vittoria faticosa quella di oggi, ma dedicata alla salute dei cittadini e al futuro della sanità pubblica – spiega l’avvocato Perrone – siamo felici di esser stati i primi in Italia e gli unici in Puglia ad aver creduto nella Corte di Strasburgo”.

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