Boom della contraffazione in Puglia, in provincia di Lecce sequestrati oltre 3.600 articoli

giovedì 14 gennaio 2016
L'indagine di Confartigianato Imprese: "Prodotti dannosi per la salute che danneggiano le piccole e medie imprese del made in Italy.  

Oltre 11mila articoli contraffatti in Puglia dal 2008 al 2014. Al primo posto gli accessori di abbigliamento (3.839) seguiti dai capi di abbigliamento (2.457) e dalle calzature (1.886 paia).

E’ quanto emerge da un’indagine congiunturale, condotta dal Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia su dati dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza.

Analizzando le singole province, 3.623 articoli sono stati sequestrati nella provincia di Lecce, 2.621 in quella di Bari, 1.747 in quella di Taranto, 1.709 in quella di Foggia, 1.627 in quella di Brindisi, 47 in quella di Barletta-Andria-Trani. 
Anche in provincia di Lecce dal 2008 al 2014 il numero di prodotti sequestrati è aumentato in maniera esponenziale passando da 517 a 3.623.

Gli ultimi dati disponibili stimano in più di 200 miliardi di euro l’anno il volume complessivo del commercio mondiale di merci contraffatte, in continua crescita.
In Italia, primo paese dell’Unione Europea per numero di articoli sequestrati, il Ministero per lo Sviluppo economico stima in 6 miliardi e 924 milioni il valore del mercato della contraffazione. La pressione della contraffazione ha aggravato le già difficili condizioni delle imprese manifatturiere ed ha concorso a determinare la contrazione delle imprese artigiane.


“I dati elaborati dal nostro Centro Studi regionale – commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – dimostrano con l’evidenza dei numeri che quello degli articoli contraffatti è un mercato sempre florido e in piena attività.
Le piccole e medie imprese sono quelle meno in grado di difendersi da questo fenomeno che arreca danni consistenti e su più livelli specie ad alcune produzioni tipiche del Made in Italy. 
L’economia irregolare ha un mercato trasversale: riguarda tutta la società e tutta la produzione italiana di valore.
Dall’abbigliamento all’agroalimentare, dalla tecnologia ai gioielli. I danni che essa produce – continua Sgherza – non solo si traducono in minor reddito per gli imprenditori onesti, ma comportano un incremento esponenziale del lavoro sommerso e dell’evasione fiscale. Ciò senza contare che i proventi della vendita di questi prodotti finiscono molto spesso per finanziare organizzazioni malavitose. 
Per combattere la contraffazione – spiega il presidente – è fondamentale informare i consumatori circa i rischi a cui si espongono. I prodotti contraffatti sono fabbricati senza la minima osservanza delle norme sulla sicurezza, non sono sottoposti a controlli di qualità, non offrono tutela all’acquirente per i difetti della merce e possono causare gravi danni alla salute”.  

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