Xylella, Salvemini: “Nessun attentato al territorio: solo 18mila ulivi da eradicare su 20 milioni”

martedì 12 gennaio 2016

Il consigliere avvia una riflessione, cercando arrivare a conclusioni affrettate dopo l’iniziativa della Procura di Lecce.

Nessun attentato al patrimonio di ulivi da parte del piano di contenimento della Xylella. Ad affermarlo il consigliere Carlo Salvemini, dopo l’avvio delle indagini della Procura di Lecce: “Non è superfluo ricordare che siamo in piena fase istruttoria, nonostante il provvedimento di sequestro degli ulivi richiesto dai pubblici ministeri e convalidato dal GIP. Bisogna attendere la conclusione delle indagini per sapere se verranno formalizzate richieste di rinvio a giudizio e se verranno confermate le gravi ipotesi di reato contestate. E poi, eventualmente, la conclusione del processo.

Non esiste al momento, quindi, nessuna verità processuale. Né tanto meno una verità scientifica che si è affermata su tutte le altre: quella dei periti di parte della Procura - sul quale s’è fondata la decisione di sequestrare gli ulivi - non ha sconfessato il lavoro svolto dai funzionari e dirigenti dell’Osservatorio Fitosanitario regionale e nazionale, dei docenti dell’Università di Bari, del CNR, dello IAM. Se non nella valutazione della Procura che rappresenta la pubblica accusa e non il giudice terzo”.

Salvemini ricorda che leggendo le 58 pagine della richiesta di sequestro della Procura si coglie prudenza nelle parole degli stessi consulenti tecnici: “potremmo supporre che, se questo fosse effettivamente vero (ma è da dimostrare), ci potrebbero essere state le ipotesi potrebbero essere queste e altre ancora: tutte espressioni che non bocciano il lavoro svolto dagli scienziati chiamati a studiare il fenomeno xylella, ma che evidenziano semmai la provvisorietà della ricerca in corso. Senza voler entrare nel merito della indagine e sottraendomi a questo clima di contrapposizione polemica a volte inspiegabilmente accesa (e dannosa) tra “nemici dell’ulivo” e “nemici della scienza” voglio soffermarmi su un punto che considero decisivo per risalire alle ragioni della drammatizzazione delle decisioni prese dalla struttura commissariale presieduto da Silletti: la denuncia di una strategia di smantellamento/devastazione/desertificazione della foresta di ulivi nel Salento - contenuta negli esposti - e l’attentato alla tutela del paesaggio - contenuta nei provvedimenti di procura e GIP”.

Il consigliere ricorre ai numeri: il numero delle piante di ulivo presenti a Lecce e Brindisi; il numero di quelle già abbattute; il numero di quelle che si sarebbero dovuto abbattere in applicazione del piano Siletti.

“Gli ulivi nelle due provincie sono oltre 20 milioni; quelli eradicati ad oggi e quelli per i quali era prevista eradicazione (ora bloccata) oltre 18mila: pari allo 0.09% del totale! Troppo poco a me pare per paventare un attentato. Un numero oltretutto inferiore a quello che invece si riferisce al totale delle piante sradicate nel 2014 sempre a Lecce e Brindisi (ultima colonna del prospetto) e autorizzate ai sensi della legge per istanze di parte motivate (pubblica utilità concessioni edilizie, miglioramenti fondiari, riconversione colturale, improduttività). Io penso che se partissimo da questa fotografia molte delle tensioni in corso si potrebbe stemperare: non sono questi i numeri – a me pare – di una strategia di assalto alle nostre campagne. Certo c’è da essere vigili e attenti al rispetto delle norme che tutelano il paesaggio e il valore dei nostri ulivi secolari (come tra l’altro previsto da una legge regionale). Ma senza scivolare nella psicosi di un attentato al nostro territorio che nei fatti non c’è”. 

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