Paolo Mieli difende gli scienziati: "Dalla Procura di Lecce accuse incredibili, vincerà Xyella"

lunedì 11 gennaio 2016
L'editoriale pubblicato oggi sul Corriere della Sera dal titolo "Un Paese che odia la scienza" si schiera contro le decisioni della Procura di Lecce. 

Parla di “accuse incredibili” e di “logica acrobatica” Paolo Mieli nell'editoriale sull'inchiesta Xyella pubblicato oggi sul Corriere della Sera con il titolo “Un Paese che odia la scienza”. Il giornalista ripercorre, punto per punto, le ricostruzioni e le ipotesi della Procura di Lecce che ha disposto il sequestro degli ulivi destinati al taglio iscrivendo nel registro degli indagati funzionari pubblici e scienziati.

Soprattutto questi secondo Mieli – che riprende un'opinione già più volte espressa su altre testate, anche straniere come Nature – sono ingiustamente additati come “untori”: “Europa, Guardia forestale, Georgofili, ex ministri avrebbero dunque congiurato per distruggere gli ulivi salentini allo scopo di impiantare in quel di Gallipoli nuove coltivazioni. E gli scienziati dell’Università di Bari, del Cnr e dell’Istituto agronomico alimentare (Iam) avrebbero aderito (dietro compenso?) al complotto”.

La conclusione è amara ma non lascia spiragli, né dubbi : “A questo punto non è lecito nutrire dubbi: vincerà la Xylella e gli italiani si troveranno a dover pagare una multa all’Europa. Poi, come sempre accade, tra un decennio verrà il tempo delle pubbliche scuse ai ricercatori che hanno fatto il loro dovere e per questo hanno avuto dei guai. Così vanno le cose nel nostro Paese”.  

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