MasterProf: intervista de “La scuola possibile” alla finalista leccese al “Nobel” della scuola

martedì 5 gennaio 2016
La prof leccese Barbara Riccardi potrebbe vincere un milione di euro. Ecco la sua storia nell’intervista della rivista telematica “La scuola possibile”.

Un’altra leccese approda in finale al Global Teacher Prize 2016 – Premio “Nobel” per l’Insegnamento. Dopo il leccese Daniele Manni, Barbara Riccardi è tra i 50 finalisti di quest’anno del premio più ambito del mondo della scuola. Insegnate di scuola primaria a Spinaceto, vicino Roma, ha tratto ispirazione dalla storia e dall’iniziativa di Daniele Manni. Intervistata da Manuela Rosci per la rivista telematica “La scuola possibile”, così racconta del suo successo e del suo entusiasmo.

Ecco uno stralcio dell'intervista a cura di Manuela Rosci (“La scuola possibile”)

Come ti è venuto in mente di candidarti?

"L'iniziativa avviata dai ragazzi dell'Istituto "Galilei - Costa" di Lecce capitanati dal prof. Daniele Manni aveva già catturato la mia attenzione lo scorso anno. Il prof. Manni è proprio il Manni che alla 1° edizione del Global Teacher Prize si è qualificato, insieme all'altra italiana Daniela Boscolo, tra i 50 finalisti. Dopo aver sentito e letto le loro interviste e presa consapevolezza di poter mettere a disposizione di altri docenti le mie esperienze nel corso della mia carriera personale e professionale, e avendo chiare le mie capacità creative, il mio primo step è stato quello di raccontare la mia storia, chi sono e come faccio scuola, iscrivendomi al loro sito "Master Prof". Penso che proprio da "qui" sia partita la mia candidatura e per questo non finirò mai di ringraziare e molto di più. E' stata l'occasione per "incontrare" sulla piattaforma del prof. Manni altri docenti che, come lui e come noi de "La Scuola Possibile", sono fucine di didattica innovativa, ugualmente affrontano la nostra professione con spirito autoimprenditoriale creativo. "Master Prof" è un luogo web dove poter valorizzare la professione docente, sia dell'essere che del fare, un'opportunità da cogliere al volo per riprenderci la giusta posizione nel mondo, come persone che praticano un lavoro tra i più belli ed importanti, dall'alto valore sociale ed umano, in quanto tutto quello che riusciamo a "passare" di qualità, andrà ad incidere sulla formazione di quelli che saranno gli adulti di domani, sui quali poter contare per migliorare il nostro sistema di vita attuale, nel rispetto della diversità, dell'inclusione e nella valorizzazione delle differenze ad ogni livello". 

Qui l'intervista integrale 

 

 

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