Centro polivalente con mensa sociale a Taviano: oggi la posa della prima pietra

martedì 29 dicembre 2015

Verrà posata la prima pietra della struttura che si sta realizzando a Taviano, donata all’amministrazione da una coppia in memoria dei figli deceduti prematuramente.

Un centro polivalente con mensa sociale: a Taviano, nel pomeriggio di oggi, alle ore 15.30 in località Casavecchia, nei pressi del Mercato ortofrutticolo ci sarà la cerimonia ufficiale della posa della prima pietra della nuova infrastruttura. Alla manifestazione, parteciperanno il sindaco, Carlo Portaccio, il vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, monsignor Fernando Filograna, l’assessore regionale al Welfare, Salvatore Negro, i donatori dell’immobile, Emilia Maria Rosilda ed Emilio Fasano, e il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone.

L’intervento progettato nasce dall’esigenza da parte dell’amministrazione comunale di Taviano di costituire un contenitore polifunzionale, atto a garantire una serie di servizi ed attività previste dal regolamento regionale n. 4 del 18 gennaio 2007, come ad esempio la realizzazione di un centro diurno, di un centro sociale polivalente per anziani, una mensa sociale ed un servizio di segretariato sociale e assistenza domiciliare.

La struttura è stata donata all’amministrazione dai coniugi Emilia Maria Rosilda Portaccio ed Emilio Fasano in memoria dei due figli prematuramente deceduti Luigi e Roberto. L’importo complessivo dell’opera è di euro 1.820.000,00.

“Il progetto di riqualificazione – spiega il sindaco Portaccio - risiede nella volontà di riconvertire l’immobile in un centro in cui gli anziani possano trovare una serie di risposte alle esigenze di tipo personale e collettive, un contenitore in cui gli stessi fruitori possano godere, oltreché delle consolidate possibilità di incontro, intrattenimento, aggregazione e svago offerte da un centro sociale di tipo tradizionale, anche della possibilità di uno spazio in ogni caso controllato, ben servito e dotato dei necessari comfort. Uno spazio nuovo, integrale ed integrato, in cui l’anziano possa sentirsi libero di esprimersi come meglio crede”.

“L’obiettivo – prosegue - è quello di dare la possibilità di coinvolgere, in occasioni ‘speciali’, anche le famiglie d’origine, con uno sguardo rivolto in modo particolare alle nuove generazioni”.

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