2,5 kg di veleni all’anno nel cibo di ogni salentino: dibattito sulle alternative ai pesticidi

giovedì 27 agosto 2015

Al parco delle Rimembranze di Castiglione d’Otranto si discute di promozione di una cultura dell'alimentazione responsabile, con una proposta: la moratoria all’uso della chimica in agricoltura.

Per capire la portata dell’incidenza dei pesticidi nella nostra vita basta un dato: è come se ogni cittadino della provincia di Lecce consumasse 2,5 chilogrammi a testa di veleni ogni anno. Questo ci dice la scomposizione dei numeri riportati nella Relazione sullo stato dell’Ambiente 2011 di Arpa Puglia, il monitoraggio più aggiornato, per quanto già datato, a disposizione. Quanto pesa l’abuso di chimica sulla salute? E quanto sulla salubrità dell’ambiente? Esistono alternative all’utilizzo dei prodotti di sintesi? E chi deve darsi da fare? Sono le domande a cui proverà a dare risposta “Siamo ciò che mangiamo”, il cantiere per la sussidiarietà organizzato da Centro Servizi Volontariato Salento e associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino, assieme ad Assocanapa. 

L’appuntamento è per le ore 20 di venerdì 28 agosto, nel Parco delle Rimembranze di Castiglione d’Otranto, nell’ambito della seconda serata di Preludio alla Notte Verde, che si terrà sabato 29 agosto.

Dopo i saluti di Raffaele Colluto, assessore all’Agricoltura e all’Ambiente del Comune di Andrano, interverranno Luigi Russo, presidente del Csvs; Luigi Coppola, attivista di Casa delle Agriculture; Sergio Falconieri, agronomo; Rachele Invernizzi, responsabile per il Sud Italia di Assocanapa.

La scelta del tema è significativa: è da Castiglione d’Otranto che è stata lanciata la prima petizione italiana contro l’uso della chimica in agricoltura, il 9 giugno 2013. Le oltre duemila firme raccolte sono state consegnate nel dicembre 2014 all’allora presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. «E’ necessario – dice Luigi Russo – fare acquisire una consapevolezza sempre più diffusa da parte dei cittadini che le strategie fino ad ora utilizzate per aumentare la produttività dell’agricoltura, attraverso un uso massiccio di chimica, di biotecnologie e di Ogm, hanno anche aumentato i rischi di contrarre malattie degenerative e perfino mutamenti genetici, che avranno effetti sulle prossime generazioni. Come dice Papa Francesco nella “Laudato Si’”, non dobbiamo certamente tornare all’era delle caverne, ma esercitare una funzione di controllo e di verifica per la salvaguardia dei Beni Comuni, in primis la salute pubblica. Il Csv, insieme alla rete delle 700 associazioni di volontariato del Salento, si impegnerà quest’anno a realizzare 50 incontri formativi e informativi su questi temi, che raggiungeranno i volontari e i cittadini e le istituzioni dove vivono e agiscono. E alla fine di questo percorso faremo una proposta precisa alla Regione, quella di realizzare una moratoria severa dell’uso della chimica in agricoltura, come stanno facendo altre regioni e altre nazioni».

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