Tumore, i numeri dei pazienti sopravvissuti dopo 5 anni in uno studio presentato a Lecce

sabato 11 aprile 2015

Presentato al Dream del “Vito Fazzi”, per la prima volta in Italia, uno studio condotto su 26 milioni di persone nel mondo da un gruppo di 7 studiosi, coordinati dalla dottoressa Claudia Allemani, della Scuola di Igiene e Medicina Tropicale di Londra.

Presentato al Dream del “Vito Fazzi”, per la prima volta in Italia, uno studio condotto su 26 milioni di persone nel mondo da un gruppo di 7 studiosi, coordinati dalla dottoressa Claudia Allemani, della Scuola di Igiene e Medicina Tropicale di Londra, ha condotto lo studio “Concord 2” che ha analizzato i dati di 279 registri tumori di 67 Paesi nel mondo.

Lo studio ha preso in esame la sopravvivenza a 5 anni per tumore, tra il 1995 e il 2009 nei casi di età da 15 a 99 anni. Finalità dello studio: l’analisi dei dati, come misura dell'efficacia dei sistemi sanitari, per ricavare  informazioni sulla politica del controllo dei tumori. Sopravvivenza significa: qual è la percentuale di pazienti che dopo 5 anni dalla diagnosi di tumore è ancora in vita?

Per quanto riguarda la sopravvivenza relativa alle 10 sedi più diffuse di tumore: stomaco, colon, retto, fegato, polmone, mammella, cervice uterina, ovaio e prostata nei pazienti adulti e leucemia in adulti e bambini,  l’Italia si colloca fra il 4° e il 7° posto fra i 29 paesi europei.

«Per alcuni tumori  come polmone e fegato – spiega la ricercatrice Allemani – la sopravvivenza è ancora bassa (meno del 20 per cento) anche in Italia, dove manca la copertura nazionale del registro tumori.  In questo studio c’erano 31 registri, pari a una copertura di circa il 40-50%. Per il periodo preso in considerazione mancava quello della Puglia».

Sono state evidenziate ampie differenze a livello mondiale. La sopravvivenza per il tumore della mammella è aumentata in Europa e nei paesi sviluppati (si arriva anche all’85%). Mentre nei paesi dell’est  la sopravvivenza per le leucemie, per esempio, è generalmente bassa. Si ipotizza che possa essere legata a fattori genetici o etnici della popolazione.

Per il tumore della prostata si sono verificati sorprendenti incrementi. Oggi si va da poco meno del 60% in Bulgaria, la più bassa in Europa, fino a più del 95% in Brasile e Stati uniti.

Nella donna per il tumore della cervice uterina la sopravvivenza si attesta attorno al 50 – 70%, mentre per il tumore ovarico scende al 40%.

Le leucemie nell’adulto colpiscono soprattutto Giappone e Corea del Sud (18 – 23%), mentre la leucemia linfoblastica acuta in età pediatrica è inferiore al 60% in molti Paesi, ma si alza fino al 90% in Canada e in quattro Paesi europei, suggerendo deficienze maggiori nella gestione di una malattia ampiamente curabile.

Fonte: Salute Salento

TAG: studio, sanità
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