Emergenza rifiuti, al processo si costituiscono parte civile due associazioni

giovedì 9 aprile 2015

Si è tenuta ieri la seconda udienza del procedimento sulla regolarità delle procedure di gestione dell’emergenza rifiuti nell’estate 2009. Il giudice accoglie la richiesta di Federcosumatori e Italia Nostra. Assenti i comuni. 

Si è tenuta ieri la seconda udienza del procedimento partito il 4 marzo scorso sulla regolarità delle procedure di gestione dell’emergenza rifiuti nell’estate del 2009 ed adottate fino al 2011, per i 21 Comuni della ex Aro6. Secondo la tesi accusatoria, l'impiego di tali procedure avrebbe prodotto un aumento esponenziale dei costi per oltre un milione di euro a carico dei 21 Comuni della ex Aro6.

Gli imputati sono Silvano Macculi, nel ruolo di Presidente del Consorzio stesso, Fernando Bonocuore, responsabile tecnico in materia di rifiuti per il funzionamento del Consorzio Ato LE/2, entrambi con l’accusa di abuso d’ufficio in concorso, e Fabio Walter Perrone, amministratore di fatto della società Tecnoecologia Srl con sede a Galatina, per i reati, tra gli altri, di truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture.

Il giudice ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile di due associazioni, Federconsumatori e Italia Nostra, respingendo le eccezioni sollevate dai difensori degli imputati. Le associazioni portano come motivazioni il danno ambientale e il danno economico, in quanto una cattiva gestione di tutta la filiera comporta proporzionalmente una ricaduta finale sui cittadini in termini di maggior costo del servizio ricevuto.

Intanto, i consiglieri di minoranza al Comune di Botrugno, rappresentanti del movimento civico ApertaMente, avevano invitato, nei mesi scorsi, i sindaci e l’intera Aro7 (Andrano, Botrugno, Castro, Cutrofiano, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nociglia, Ortelle, Otranto, Poggiardo, San Cassiano, Sanarica, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Spongano, Supersano, Surano, Uggiano La Chiesa) a valutare l’opportunità di costituirsi parte civile a tutela e in rappresentanza dei propri cittadini.

A maggioranza, i sindaci decisero di non accogliere la proposta, riservandosi di valutare un’eventuale causa civile solo qualora il processo veda confermata la tesi dell’accusa: “Considerando – scrivono in una nota - che costituirsi parte civile in un processo penale non ha lo stesso peso di una futura, eventuale, incerta causa civile, si denota la mancata assunzione di responsabilità degli attuali amministratori, che in questo modo hanno deciso di delegare tale compito ai loro successori”.

“La forte volontà e l’auspicio, espressi anzitempo dai consiglieri di minoranza del Comune di Botrugno – si legge ancora -, che si agisca in ogni caso nell’interesse dei cittadini, nel rispetto delle finanze pubbliche e divincolati da contorte logiche politiche, si è però oggi concretizzata nella seconda udienza. A difesa dei cittadini quindi  non le istituzioni, non la politica, ma due associazioni”. La prossima udienza è stata fissata per il 23 settembre 2015.

 

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