Guerra in Forza Italia: Mazzotta scomunica i consiglieri di Palazzo Carafa

venerdì 3 aprile 2015

La ragione è nel rifiuto di accogliere nel gruppo consiliare il neo coordinatore voluto da Luigi Vitali.

Lo stop al passaggio di Paride Mazzotta nel gruppo consiliare di Forza Italia a Palazzo Carafa, costerà l’incandidabilità di tutti i consiglieri schierati contro il neo coordinatore voluto dal commissario Luigi Vitali. A spiegarlo con chiarezza è proprio Mazzotta in una nota di replica al documento approvato dal gruppo consiliare, con l’eccezione di Nunzia Brandi

“Siamo al ridicolo. Ho appreso -sbotta Mazzotta- di un documento firmato da consiglieri, assessori del gruppo consiliare di Forza Italia e dal Sindaco del Comune di Lecce, con il quale si rigetta la mia richiesta di adesione al gruppo consiliare. Ne prendo atto, con la consapevolezza che tutti coloro che hanno firmato quel documento si sono autoesclusi da possibili candidature alle prossime e future elezioni con il partito di Forza Italia. Tutti coloro che hanno apposto la loro firma sul suddetto documento, infatti, si prenderanno la responsabilità politica di esser andati in difformità con un atto del presidente Silvio Berlusconi, che ha riconosciuto il sottoscritto come referente dell'intera Provincia di Lecce”.

Una scelta messa nero su bianco da Paolo Perrone e i suoi che in un documento avevano parlato di una nomina non condivisibile: “Il percorso politico del consigliere Paride Mazzotta - avevano scritto i consiglieri - che fino a qualche giorno addietro aderiva al gruppo e al partito del Nuovo Centrodestra, non può considerarsi ispirata ai valori di meritocrazia e legittimazione dal basso”. In calce solo la firma dei consiglieri appartenenti al gruppo, Damiano D’Autilia, Massimo Alfarano, Gianni Garrisi, Fiorino Greco, Roberto Martella e Angelo Tondo: non c’è quella del sindaco Paolo Perrone e degli assessori azzurri. Indecisa su cosa fare anche Nunzia Brandi.

Il coordinatore provinciale del partito forzista non nasconde l’amarezza per quanto avvenuto: “Siamo al paradosso. Il gruppo dei cosiddetti ricostruttori predicano tanto per avere un dialogo aperto all'interno del partito, poi si celano dietro un documento, che di fatto rifiuta il dialogo e apre le porte allo scontro. Cosa temono?  Si dichiarano sicuri di avere un forte radicamento sul territorio, per poi firmare documenti ed escludere il coordinatore provinciale del partito in consiglio comunale? O questo è un chiaro segnale di nervosismo di chi ha compreso di aver perso le posizioni di privilegio che il partito gli ha riservato fino ad oggi?”.

Altri articoli di "Lecce"
Lecce
22/08/2019
L’allarme lanciato da Coldiretti Lecce, che parla dei ...
Lecce
22/08/2019
La decisione della società per non penalizzare i ...
Lecce
22/08/2019
La Questura, di concerto con il Prefetto, ha disposto il rimpatrio per tre ...
Lecce
22/08/2019
La soddisfazione da parte della segreteria generale della ...
 In pieno agosto i pediatri stanno riscontrando in molti dei loro piccoli pazienti disturbi ...
clicca qui