Aumentano gli sfratti negli alloggi popolari. Codici: “Istituzioni indifferenti a quest’ingiustizia”

venerdì 3 aprile 2015

Denuncia dell’associazione a tutela dei diritti dei cittadini, che sottolinea come si moltiplichino nel silenzio i casi ai danni delle famiglie in difficoltà da parte di Arca Sud Salento. L’avvocato Gallotta: “La casa è un diritto primario”.

Si moltiplicano gli sfratti dagli alloggi popolari nell'indifferenza delle istituzioni. Allo sportello dell'associazione è giunta la drammatica richiesta di aiuto di una famiglia leccese che rischia concretamente di finire in strada.

Le ripercussioni della grave crisi economica che attanaglia, in modo particolare, il Salento rendono sempre più difficile, specie per le famiglie meno abbienti, far fronte ai propri bisogni primari ed essenziali. In questa situazione di estrema emergenza, risulta “particolarmente inopportuna e stonata” – denunciano dall’associazione Codici (centro per i diritti del cittadino) - l'iniziativa dell’A.r.c.a. Sud Salento (Agenzia Regionale per la Casa e l’Abitare – ex I.A.C.P.), che ha avviato, nei confronti di numerose famiglie morose e/o formalmente occupanti gli alloggi sine titulo, le azioni di risoluzione dei contratti di affitto e ogni iniziativa per il rilascio degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

A Codici si è rivolta una di queste famiglie (composta da cinque membri) incolpevolmente morosa che, proprio in prossimità delle festività pasquali, si è vista notificare un “decreto di rilascio alloggio E.r.p.” e rischia concretamente di ritrovarsi a breve senza un tetto, per giunta con figli minori a carico. Al fianco delle iniziative giudiziarie che l'associazione ha intenzione di intraprendere a salvaguardia dei diritti di questi cittadini, “occorre – precisa l’avvocato Stefano Gallotta - un urgente intervento istituzionale che, prendendo le mosse dal riconoscimento del diritto all'abitazione quale esigenza primaria da garantire concretamente a ciascun nucleo familiare, affinché questo possa realizzarsi nella condivisione di un progetto di vita comune e di un'esistenza dignitosa, come riconosciuto dal dettato costituzionale, metta a freno e ponga comunque rimedio a queste inopportune iniziative, in considerazione delle drammatiche ripercussioni sociali dalle stesse ingenerate”.

Codici Lecce (codici.lecce@codici.org), che sta avviando ogni iniziativa atta a contrastare questa drammatica emergenza sociale ed è a disposizione degli interessati per una valutazione gratuita dei singoli casi, invita l'ente gestore ad attingere le proprie pretese dal Fondo sociale a tal uopo istituito dalla recente Legge Regionale n. 10/2014, da utilizzarsi, secondo quanto ivi previsto, per la corresponsione dei contributi agli assegnatari che non siano in grado di sostenere l'onere per il pagamento dei canoni locatizi.

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