In protesta davanti al tribunale: "Malata 'invisibile' per il servizio sanitario, rivoglio la mia dignità"

martedì 31 marzo 2015
La signora Giusi Marazia soffre di una malattia invalidante non riconosciuta dal servizio sanitario regionale ed è costretta a vivere con 280 euro mensili di pensione.

Ancora una volta in strada, davanti al Tribunale di viale De Pietro, reclamando un diritto negato. Non è un caso se proprio davanti al palazzo di Giustizia Giusi Marazia ha deciso di rendersi visibile e riaffermare il suo diritto ad essere tutelata dallo Stato. Giusi Marazia, 56 anni, leccese, soffre di MCS – Sensibilità Chimica Multipla – una patologia rara scatenata dall’esposizione agli agenti chimici e non riconosciuta dal sistema sanitario pugliese.
La sua condizione non le permette di entrare a contatto con diversi elementi che fanno parte della vita quotidiana: detersivi, deodoranti, inchiostro, profumi, farmaci e alcuni alimenti.
A fronte di un’invalidità riconosciuta al 100%, Giusi è costretta a sopravvivere con 280 euro di pensione al mese. È da tempo che Giusi vive anche grazie alla generosità di chi le sta vicino.
“Non pago l’affitto da tanto tempo - spiega - e questo mi fa sentire in debito, ma non ce la faccio. Ho sempre lavorato, prima della patologia, e vorrei continuare a farlo. Purtroppo le condizioni sono cambiate e la mia salute non mi permette di intraprendere qualsiasi impiego, ma vorrei riacquistare la mia autonomia e con lei la dignità”.
Una dignità che Giusi non sente più sua, perché per lei non c’è né cura né assistenza. La MCS è una patologia che altri sistemi sanitari regionali già riconoscono: succede in Veneto, Basilicata, Calabria e Lazio. Fuori dall’Italia, in Paesi come Germania, Svizzera, Stati Uniti, Danimarca. Nonostante numerose richieste di aiuto all’assessore alla Sanità pugliese Donato Pentassuglia e a tutte le istituzioni locali e nazionali, Giusi non è riuscita a ottenere nulla.
“Non so più cosa fare - ammette - sto perdendo qualsiasi speranza. Ma come posso continuare a vivere in questo modo?"
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