Ex Apisem, ok al piano di bonifica. Lunghi i tempi di realizzazione

venerdì 20 marzo 2015
Approvato in conferenza dei servizi il piano di bonifica per l'area contaminata dal deposito ex Apisem di proprietà Semeraro. Tempi di realizzazione "di qualche anno".

Via libera al piano di bonifica del deposito carburanti ex Apisem. La Conferenza dei servizi riunita ieri alla Provincia ha infatti approvato il progetto predisposto dalla RG Semeraro, proprietaria del deposito e obbligata oggi a bonificare acqua e suolo dagli idrocarburi che li hanno inquinati, per anni. 

E altri anni ci vorranno – è emerso chiaramente durante la Conferenza – perché l'area del deposito e quella accanto, dove vive la famiglia di Sergio Fiorentino, torni finalmente pulita. Per l'inquinamento da idrocarburi provocato, l'ex patron del Lecce Giovanni Semeraro è stato condannato a due anni e mezzo (pena sospesa) per avvelenamento colposo della falda. E nel registro degli indagati, poco dopo quella condanna, sono finiti anche il sindaco Paolo Perrone e il dirigente del settore Ambiente del Comune, Fernando Bonocuore

 

Ora, dunque, la svolta. Il piano di bonifica prevede l'installazione di due impianti pilota in una prima fase, che fra esercizio degli impianti e progettazione successiva durerà non meno di 11 mesi. L'intervento sarà integrato con l'utilizzo di biotecnologie sperimentali ideate dal Cnr.Poi, sulla scorta dei risultati ottenuti dal lavoro dei due impianti, si procederà all'applicazione su larga scala durante la quale sarà possibile prevedere con un sufficiente grado di approssimazione la durata della bonifica, “che in ogni caso – è specificato nell'accordo firmato ieri – in considerazione delle tecnologie utilizzate, potrà attestarsi in un orizzonte temporale di qualche anno”.

Sono partiti proprio questa settimana, invece, i lavori di allestimento di una “trincea” allo Studium2000, il complesso universitario messo sotto sequestro dai carabinieri del Noe tempo fa proprio a causa dei fumi e dei cattivi odori provenienti dal sottosuolo.A questo punto Sergio Fiorentino, che per primo denunciò l'inquinamento provocato dall'ex Apisem, sollecita le istituzioni competenti – Regione e Comune in primis – e l'impresa Semeraro perché si proceda alla svelta. E sia fatta giustizia.

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