Contatori del gas senza fili, è allarme salute. Guido: “Pronti alle verifiche”

venerdì 20 febbraio 2015

Un gruppo di cittadini ed esperti ha presentato un documento alle istituzioni in cui si chieda la sospensione delle installazioni degli “smart meters”. L’assessore all’ambiente di Lecce: “Appoggiamo questa battaglia e verificheremo la questione”.

I nuovi contatori del gas senza fili sarebbero dannosi per la salute: l’allarme, lanciato da alcuni studi scientifici sugli “smart meters”, trovano supporto in documento, depositato presso il Comune, la Prefettura e la Provincia di Lecce e firmato da 14 cittadini tra cui medici, farmacisti, biologi ed esponenti della società civile in cui si richiede una moratoria urgente della messa in opera dei nuovi contatori del gas a telelettura. Si tratta di dispositivi a radiofrequenza (RF) che funzionano solo in modalità wireless emettendo impulsi 24 ore su 24 che espongono i cittadini a rischi per la salute costanti soprattutto di tipo neurologico (demenza precoce, Alzheimer).

I firmatari chiedono alle autorità che sia applicato il principio di precauzione come invocato dal consiglio d’Europa e sia interrotta urgentemente la loro installazione per non mettere a repentaglio la salute dei cittadini, con la convocazione, infine, di un tavolo di confronto in merito.

E arriva una risposta ufficiale dal Comune di Lecce, attraverso l’assessorato alle politiche ambientali: Andrea Guido annuncia di sostenere l’iniziativa lanciata da Fabia Del Giudice, sottolineando di aver già chiamato in causa dallo scorso luglio Arpa, Asl e Prefettura, soprattutto per via della preoccupazioni sugli effetti delle radiazioni a radiofrequenze provenienti dai contatori senza fili: impianti come pacemaker e stimolatori cerebrali profondi utilizzati per controllare l'agitazione del morbo di Parkinson, infatti, possono essere disattivati dalle interferenze a radio frequenza (Rfi) causate dal segnale.

In particolare, l’assessore ha preteso un parere tecnico-scientifico in merito alla pericolosità per la salute individuale e collettiva delle apparecchiature, con le opportune verifiche tecniche per testare i livelli effettivi di esposizioni elettromagnetiche derivanti dagli smart meter. A novembre, Arpa ha fatto sapere che, in base alla normativa vigente, gli apparati in questione rientrano tra quelli di cui all’art.105 (libero uso) del D.Lgs. n.259 del 2003, non soggetti ad alcuna autorizzazione per la loro installazione.

Contemporaneamente, chiamata in causa anche la 2i Rete Gas, era stato comunicato dal responsabile contatore elettronico dell’azienda, Francesco Azzolin, che i dispositivi in fase di installazione risultassero conformi a tutte le disposizioni di legge in materia. Ma oggi l’iniziativa riporta d’attualità le preoccupazioni e i dubbi sollevati in passato: “Questo assessorato – si legge nella notta -, esprime tutto il suo appoggio nei confronti di questo movimento anti smart meter rendendo la propria disponibilità per andare a fondo alla vicenda e chiedere una verifica tecnica da svolgersi in contraddittorio al fine di verificare o meno il pericolo per la salute collettiva”.

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