Riaprire la rotta Otranto-Grecia nella stagione turistica: prove tecniche di un accordo

giovedì 12 febbraio 2015

Nei giorni scorsi, il sindaco della città dei Martiri ha convocato un armatore greco per definire i dettagli di un progetto di riapertura della tratta che colleghi a mete come Corfù, Zante, Igoumenitsa e Cefalonia. Entro una settimana attesa la richiesta ufficiale per discuterne.

Riavvicinare Otranto alla Grecia e riconnettere i due territori sulle sponde opposte del Mediterraneo su quella tratta interrotta più volte nel corso degli ultimi anni.

È questo l’obiettivo dichiarato del sindaco Luciano Cariddi, che ha convocato martedì scorso un incontro a Palazzo Melorio con un armatore greco, alla presenza dei rappresentanti dell’ufficio circondariale marittimo e delle forze dell’ordine cittadine è proprio questo.

Un passaggio che arriva nell’ottica di ristrutturare la portualità del futuro con uno sguardo ai flussi turistici estivi. Riaprire lo scalo, dopo che solo cinque anni fa la Veronica Line aveva interrotto le linee sulla tratta, potrebbe essere una importante possibilità per l’economia del territorio, soprattutto nella stagione turistica.

Il progetto proposto alla società greca, che si sarebbe detta disponibile a collaborare, è quello di riaprire i viaggi per la Grecia in estate semplificando le distanze ed ottimizzando i tempi per raggiungere quattro mete ambite come Corfù, Zante, Igoumenitsa e Cefalonia. Il tutto nel giro di appena cinque ore di viaggio.

 Ma per giungere al risultato, occorre fare presto, come chiarisce lo stesso sindaco di Otranto: “Abbiamo chiesto alla società di formalizzarci una richiesta quanto prima in modo poter arrivare pronti alla stagione turistica. Siamo in attesa”.

Una settimana circa il tempo previsto affinché quella che per ora appare un’ambiziosa ipotesi si trasformi in qualcosa di più concreto. Cariddi si dice pronto, non appena sarà pervenuta una richiesta ufficiale, a convocare una conferenza dei servizi, dove sottoporre tutti i passaggi necessari a facilitare il processo. Un’occasione che, unita al porto turistico sbloccato dal governo Renzi, potrebbe segnare in positivo il futuro della città. O almeno è quello che gli amministratori sperano.

M.B. 

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