“Il Parco dei Paduli in Europa”. Incontro pubblico a San Cassiano

giovedì 5 febbraio 2015

Venerdì 6 febbraio si terrà l’incontro per approfondire il tema del paesaggio pugliese alla luce della candidatura del parco agricolo quale proposta italiana scelta dal Ministero Beni culturali come candidata al Premio Paesaggio del consiglio d’Europa.

Venerdì 6 febbraio si terrà a San Cassiano, alle 17.30, nel Palazzo Ducale, l'incontro pubblico dal titolo “Paduli, il parco che non c'è. Il modello salentino in Europa”. L'evento approfondirà il tema del paesaggio pugliese alla luce della candidatura del parco agricolo dei Paduli quale proposta italiana scelta dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e turistiche come candidata al Premio Paesaggio del Consiglio d’Europa 2014-2015.

All'appuntamento saranno presenti, oltre ai rappresentanti dei dieci Comuni coinvolti nell'istituzione del parco, anche i rappresenti delle istituzioni e delle associazioni che a vario titolo hanno collaborato al progetto che oggi rappresenta l'Italia a Strasburgo. Gli spazi saranno allestiti attraverso un racconto collettivo fatto di video installazioni a cura di “AbitareiPaduli”.

Intervengono: Angela Barbanente, vicepresidente della Regione Puglia; Alessandro Martina, attività istituzionali Fondazione Con il Sud; Ledo Prato, segretario generale Fondazione Mecenate90; Annibale D’Elia, assessorato Politiche Giovanili Regione Puglia; Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce; Gabriele Petracca,  sindaco di San Cassiano (comune capofila); Massimo Martella, presidente dell’Unione dei Comuni Terre di Mezzo; Mauro Lazzari, LUA-Laboratorio Urbano Aperto. Modera: Juri Battaglini, LUA-Laboratorio Urbano Aperto

Cosa sono i Paduli? L'area dei Paduli si estende per 5.500 ettari di uliveto a sud di Maglie, nel cuore del Salento rurale, in un agro che collega dieci piccoli comuni (Maglie, Botrugno, Surano, Supersano, Nociglia, Giuggianello, Scorrano, Sanarica, Muro Leccese e San Cassiano – ente capofila del progetto).

In quest'area, che sorge sulle tracce dell'antico bosco Belvedere oggi il progetto “Abitare i Paduli”, coordinato dall'associazione di professionisti Lua (Laboratorio Urbano Aperto), porta avanti la sperimentazione di un modello neorurale basato sull'agricoltura rispettosa dell'ambiente e sul turismo sostenibile e sulla partecipazione degli abitanti. Questo ambizioso progetto è stato selezionato dal Mibact per rappresentare l'Italia nella competizione di Bruxelles. Una grande soddisfazione per il Salento e per la Puglia ma soprattutto per tutti coloro che hanno creduto in questo processo.

Il parco e il processo di partecipazione

Il progetto è un esempio di processo di coinvolgimento delle comunità locali e istituzionali nato dal basso.  L'idea di istituire un “parco agricolo multifunzionale” è frutto di un lungo percorso di partecipazione iniziato dal Lua attraverso una serie di attività laboratoriali in loco iniziate nel 2003 e che negli anni hanno coinvolto gli abitanti e numerosi ospiti in arrivo dall'Italia e dall'estero.  Il Parco Paduli è un parco agricolo multifunzionale in via di istituzione, che ha iniziato a vivere prima ancora di ottenere un riconoscimento formale. Nel 2012 ha ottenuto il finanziamento regionale di Bollenti Spiriti, permettendo a cinque associazioni giovanili di formarsi per la gestione del parco, è tra i progetti pilota del Piano Paesaggistico della Regione Puglia, ufficializzato nei giorni scorsi, citato dallo stesso ministro del Mibact Dario Franceschini tra le buone prassi del territorio.

La produzione olivicola

Centrale nel percorso del parco agricolo multifunzionale è la produzione di olio extravergine di oliva. L'olio Terre dei Paduli, premiato da Oliofficina che nel 2014 ha anche scelto i Paduli come sede della sua convention estiva, fa parte di un progetto di riappropriazione degli uliveti che nei decenni successivi agli anni 70 sono stati gradualmente abbandonati, dopo lo sfruttamento secolare per la produzione di olio lampante. Il lampante ha infatti rappresentato per secoli l'economia dei Paduli, ma ne ha anche determinato la povertà. Quest'olio di elevata acidità, ottenuta grazie alla raccolta tardiva delle olive, veniva infatti utilizzato come combustibile e partiva dal Salento alla volta delle capitali europee che lo utilizzavano per l'illuminazione pubblica. Mentre altrove si puntava sull'alta qualità dell'olio d'oliva, dunque, il Salento  lasciava che il suo frutto più pregiato invece di essere raccolto e molito per diventare extravergine per la tavola giacesse sul terreno destinato a produrre lampante. La sfida è stata quella di ribaltare questa antica tradizione, con risultati qualitativamente elevati, citati anche dalle guide del gusto (La Cucina italiana, Ristoranti e Guida di Oliofficina).

L'accoglienza

Il parco, che oggi può contare su un apposito servizio di mobilità lenta con biciclette e guide per gli spostamenti, ma anche calessi e audiowalk, ha la possibilità di accogliere i visitatori guidandoli in un'esperienza a contatto con la natura. Un altro dei servizi è quello legato all'ospitalità, che mette a disposizione di chi arriva un albergo diffuso esterno, formato dalle abitazioni tradizionali nei piccoli centri contigui che vengono affittate direttamente dai proprietari,  incidendo con una piccola economia sull'indotto locale.

I rifugi d'artista

All'interno del parco invece esiste un sistema di alloggi temporanei biodegradabili realizzati per mezzo di un concorso internazionale di idee e di due workshop di autocostruzione, in cui si può decidere di trascorrere la notte a contatto con la natura. Si tratta di opere di straordinaria fattura, realizzate in materiali legati alla vita rurale del parco: dalle fascine alle canne che si trovano lungo i canali, fino alle reti per raccogliere le olive.

Il circuito

Il parco e le sue numerose proposte escursionistiche sono parte integrante dei percorsi naturalistici proposti dagli enti turistici territoriali e negli ultimi due anni ha registrato importanti risultati in rassegne come i Puglia Open Days e nelle numerose iniziative ideate dal gruppo di gestione, che al suo interno può anche contare su un “laboratorio del gusto” che ricerca e propone un ricettario originale basato sulle specie spontanee dei Paduli e legato alla tradizione contadina.

Un coro e un disco

Nel Parco è attivo anche il Progetto Gap (il territorio come Galleria d'arte partecipata), Sostenuto da Fondazione CON IL SUD e Regione Puglia che ha visto l'avvio di un Coro dei Paduli, coordinato dalla musicista e cantante della tradizione Enza Pagliara che coinvolge le donne dei paesi limitrofi nella ricerca delle tradizioni orali legate al lavoro rurale nei Paduli. Da questa ricerca una sere di concerti e anche un disco di prossima pubblicazione.

Land Art e pedagogia

All'interno del progetto Gap il parco ha promosso un percorso con i ragazzi delle scuole alla scoperta dei racconti fiabeschi del territorio e insieme a una serie di figure (docenti, artisti, narratori) ha realizzato oggetti artistici e istallazioni, video e racconti, raccolti sul sito internet creature dei paduli (www.creaturedeipaduli.it). Nei workshop con l'artista Dem, tra i più apprezzati a livello europeo per il suo lavoro sul rapporto tra uomo e natura è stata realizzata l'istallazione Niodemo, una sorta di guardiano del parco costruito con i soli elementi naturali presenti in loco.

Un libro di storie

Nell'estate del 2013 si è tenuta la prima edizione del concorso letterario Raccontare i Paduli che ogni due anni si propone di chiamare a raccolta narratori e aspiranti scrittori selezionando le visioni più incisive che abbiano come ambito l'area dei Paduli. Ospiti della prima edizione sono stati gli scrittori senior Livio Romano, Omar di Monopoli e Simona Toma. Tra i partecipanti al concorso il primo premio è andato al racconto inedito Balsamo di Antonella Caputo. Nel 2015 la seconda edizione.

Info: www.parcopduli.it, www.abitareipaduli.com, www.creaturedeipaduli.it

 

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