Pensionati costretti a lunghe attese fuori dagli uffici postali: Cgil presenta esposto

martedì 3 febbraio 2015

La situazione che si ripete ogni primo del mese finisce in un esposto presentato dal sindacato di categoria che interpella gli organi di vigilanza affinché ne prendano atto e facciano definitivamente chiarezza sulla vicenda.

Pensionati costretti a lunghe attese fuori dagli uffici postali e dipendenti che “dirigono il traffico” all’ingresso. Come succede ormai da un po’ di tempo, ogni primo del mese, in occasione del pagamento delle pensioni, è questa la scena che si presenta allo sguardo degli osservatori.

Tutta “colpa”, secondo la Slc Cgil, sindacato di categoria dei dipendenti postali, del “Decreto Ministeriale 10 marzo 1998 – Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro”. Una norma di Legge sul “sovraffollamento negli uffici pubblici” che prevede un limite massimo di presenze in rapporto ai metri quadri del locale.

Per il sindacato, sin qui non ci sarebbe da eccepire se non il fatto che Poste Italiane applica la normativa legislativa in maniera unilaterale, “scaricandola completamente sugli utenti e sui propri dipendenti”.

La Slc Cgil, sindacato di categoria dei dipendenti postali, ha più volte rappresentato il problema ai responsabili aziendali che sino ad ora non hanno ritenuto di dover dare alcuna risposta in merito, trincerandosi dietro un silenzio inaccettabile: “Noi riteniamo – dichiarano Salvatore Labriola e Bruno Tataranni della segreteria comprensoriale di Lecce e Brindisi - che Poste Italiane debba necessariamente esporre pubblicamente, all’ingresso di ogni ufficio, il numero di utenti che possono sostare all’interno e dichiarare come viene regolato l’ingresso, dotandosi di personale adeguato e qualificato alla vigilanza. Questo a tutela ovviamente, non solo della sicurezza degli utenti, ma anche dei dipendenti”.

Le responsabilità invece verrebbero fatte ricadere esclusivamente sui Direttori degli uffici postali che sono costretti, personalmente o delegando un altro dipendente, a regolare il “traffico” in entrata e in uscita, aprendo e chiudendo personalmente la porta d’ingresso: “Una volta – aggiungono - questo lavoro veniva definito ‘servizio di uscierato’, ma in tempi di flessibilità viene denominato ‘facilitatore’, peccato però che non trovi alcun riscontro né contrattuale né di copertura Inail, visti i probabili rischi a cui possono andare incontro i lavoratori (possibili alterchi, aggressioni, rapine)”.

La Slc Cgil comunica che, dopo aver atteso invano per oltre un anno che l’azienda Poste facesse chiarezza e affrontasse il problema nel rispetto dei diritti sia degli utenti che dei lavoratori, ha deciso di inoltrare un esposto agli organi di vigilanza preposti: Ispettorato del Lavoro, Spesal e Inail, con la speranza che il problema venga risolto con un intervento ispettivo.


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