Addio primarie, guerra di nervi nel centrodestra. Fitto aspetta le mosse di Berlusconi

lunedì 19 gennaio 2015

Tempi troppo ristretti per organizzare la consultazione dal basso e ormai è definitiva la scelta di lasciar perdere le primarie: intanto perdono consenso entrambi i candidati in campo, Nicola Giorgino e Francesco Schittulli. E si prolunga la situazione di stallo.

Addio primarie. Il centrodestra pugliese mette definitivamente da parte ogni possibilità di arrivare alla scelta del candidato alla regione, attraverso la consultazione dei propri elettori e simpatizzanti. Non che la proposta sia mai davvero stata in campo. Ma il tentativo di bandiera di Raffaele Fitto, che da qualche mese ha sollevato in Forza Italia la necessità di un ricambio alla guida del partito e ad un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle scelte politiche, per qualche tempo aveva persino illuso che in Puglia si potesse sperimentare un “laboratorio” utile per il centrodestra nazionale.

Così, invece, non sarà. Per questioni di tempo, visto che l’organizzazione tecnica delle primarie avrebbe necessità di maggiori spazi, e per ragioni di volontà, visto che la dirigenza dei partiti di centrodestra guarda allo strumento delle primarie come a un tabù. Lo stesso Fitto, del resto, al di là della battaglia meramente ideale, non sembra davvero convinto di dover calcare la mano sul tema, sapendo che dal destino delle regionali pugliesi potrebbe dipendere anche il suo.

Delegando a Berlusconi la scelta del candidato, l’ex ministro è convinto di smarcarsi da una sconfitta piuttosto certa, in nome di una lealtà nei confronti del partito, per poter tirare le somme al momento giusto e rivendicare la logica delle proprie proposte. In questo marasma e nella lotta a scacchi, quasi psicologica, tra l’ex premier e Fitto, perdono quota anche le uniche candidature sul tavolo.

Da un lato, Nicola Giorgino, il nome avanzato da Berlusconi, non sembra convincere tutti gli alleati e per il fondatore di Forza Italia risulta determinante l’approvazione dei partiti che comporranno la coalizione. Dall’altra parte, l’oncologo Francesco Schittulli sembra di colpo ritrovarsi solo, dopo aver convintamente ribadito di voler andare avanti con la propria campagna elettorale: e se fino a qualche giorno fa il Nuovo Centrodestra, Fratelli d’Italia e i socialisti sembravano compatti nel sostenerlo, oggi si registra un raffreddamento, anche in virtù del riavvicinamento tra Alfano e Berlusconi. Quel che appare indubbio, invece, è che le primarie vanno definitivamente in soffitta.  

M.B.

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