“Fazzi”, Tac fuori uso da 2 settimane per un guasto. Montano i disagi dei malati di tumore

giovedì 8 gennaio 2015

La direzione del reparto di Radioterapia ha annullato alcuni appuntamenti per l’avvio del “piano di trattamento” per i pazienti a causa della rottura di un tubo radiogeno della Tac in servizio a radiologia. Dopo due settimane, nessuna sostituzione e montano i disagi.

Da un paio di giorni la direzione del reparto di Radioterapia è costretta ad annullare gli appuntamenti per l’avvio del «piano di trattamento». Motivo? Dal 23 dicembre scorso si è rotto un tubo radiogeno della Tac in servizio alla Radiologia e non è stato ancora sostituito. Mentre i pazienti colpiti da tumore aspettano in ansia che il periodo delle festività finisca e tutto torni alla normalità. Sì, perché le feste di Natale sono sacre, mentre le terapie dei pazienti possono attendere.

Nei prossimi giorni quindi si allungherà la lista dei pazienti oncologici che non potranno fare la radioterapia. Almeno una ventina ogni settimana.  E se i tempi della riparazione si allungheranno, probabilmente verranno inseriti nelle agende della Clinica “Città di Lecce”.

La notizia della indisponibilità della Tac è pervenuta a Salute Salento www.salutesalento.it dalla preoccupata segnalazione di una signora di un paese della cintura di Lecce, in trattamento al Fazzi per gli esiti di un tumore alle ovaie. La Tac in questione serve alla Radiologia del Polo Oncologico per usi normalmente diagnostici, ma dai medici del reparto di Radioterapia viene utilizzata per la «centratura».

In sostanza, prima di irradiare un paziente, occorre focalizzare il volume da irradiare. Se non c’è la «centratura» non può avere inizio il piano di trattamento. Centratura  che non si può fare su un’altra Tac (quella in servizio al Fazzi) perché non è tecnologicamente predisposta per questa funzione. E se non bastasse, sempre al reparto di Radioterapia è fermo da 3 giorni anche l’acceleratore lineare. Si è rotto un pezzo che la ditta ha promesso di sostituire fra oggi e domani. È facile immaginare la disperazione dei pazienti in attesa. Sperano che il reparto di “Ingegneria clinica”, dell’Area Tecnica, possa risolvere  con urgenza questi delicati problemi. E incrociano le dita fiduciosi. 

 

Fonte: Salute Salento

 

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