Parto indolore a pagamento, Giudice di Pace condanna la Asl al risarcimento

lunedì 10 novembre 2014

Nel 2011 la donna sborsò oltre 800 euro per un'epidurale al Vito Fazzi di Lecce. Il Giudice di Pace ha accolto il ricorso.   

Pagò l'epidurale ma oggi ha diritto al rimborso di 800 euro da parte della Asl di Lecce. Lo ha deciso il giudice di Pace che ha accolto il ricorso di Nicoletta D'Agata, figlia del presidente dello Sportello dei Diritti. La giovane mamma partorì all'ospedale Vito Fazzi il 6 novembre del 2011 richiedendo il “parto indolore” e sborsando poco più di 800 euro per la prestazione intra-moenia dell'anestesista così come disposto dalla Asl.
La donna decise, con il sostegno dello Sportello dei Diritti che porta aventi una battaglia per ottenere la gratuità assoluta del trattamento, di diffidare la Asl senza, tuttavia, ottenere nulla. Secondo quanto annunciato dal Ministro della Salute, il “parto indolore” sarebbe, infatti, entrato ufficialmente nell’elenco delle nuove voci inserite nei cosiddetti Lea (livelli essenziali di assistenza) e perciò gratuito e garantito in tutti gli ospedali a partire dal 2013.
Da lì la decisione di rivolgersi al giudice di Pace attraverso l'avvocato Luca Monticchio. Il magistraro onorario, con sentenza depositata lo scorso 31 ottobre ha dato ragione alla giovane mamma condannando la Asl alla restituzione delle 801,81 euro versate oltre interessi e alle spese processuali.

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