Chiusura punto nascita a Scorrano: “Si distrugge un territorio sui servizi sanitari”

mercoledì 8 ottobre 2014

Dura polemica di Mario Pendinelli, ex sindaco della comunità, che attacca la bozza presentata dall’assessore regionale Pentassuglia per il riordino ospedaliero, che penalizza il punto nascita di Scorrano. Polemico anche Caroppo.

Un piano di riordino ospedaliero che nel Salento non convince: all’indomani dell’incontro dell’assessore regionale alla sanità pugliese, Donato Pentassuglia, con i sindaci per spiegare la bozza del progetto, le polemiche si accendono. L’ex sindaco di Scorrano e consigliere delegato alla sanità, Mario Pendinelli, difende l’ospedale della propria città, colpita in maniera inattesa dalla mannaia piovuto sul punto nascita: “La chiusura degli ospedali di Maglie e Poggiardo veniva in passato giustificata con la prospettiva di realizzare a Scorrano un centro ospedaliero – spiega - che garantisse l’assistenza in tutta la fascia adriatica della provincia di Lecce. Il territorio adriatico è passato nel tempo da circa 600 posti letto ai 167 previsti dall’ultimo documento preparato dalla Regione Puglia”.

“Con la chiusura del Punto Nascita di Scorrano – aggiunge - si toglie una delle divisioni di base che caratterizzano un ospedale, si mortifica un intero territorio le cui popolazioni vengono relegate al ruolo di cittadini di serie B e si fa un ulteriore passo verso quello che si può definire un vero disegno criminoso: privare l’area adriatica di un Ospedale”. Pendinelli si dice convinto che pian piano si stia marciando verso la chiusura del nosocomio scorranese, evidenziando che le scelte illustrate dall’assessore alla sanità “non hanno un solo criterio oggettivo, mischiano dati di funzionamento e chilometri di distanza in modo convulso”.

Per Pendinelli si vuole “distruggere un territorio sul piano dei servizi sanitari”. Il Comune di Scorrano ha convocato un incontro per venerdì prossimo alle ore 18 presso la Biblioteca comunale invitando le amministrazioni dei comuni del territorio per una discussione sul tema.

Dello stesso avviso il consigliere regionale di Ncd, Andrea Caroppo, che parla di “buco” al centro del Salento “da colmare quanto prima”: “Considerato che negli scorsi anni la giunta Vendola ha ritenuto di chiudere del tutto gli ospedali di Maglie e Poggiardo, il fortissimo ridimensionamento dell’unico nosocomio ancora presente nella zona centrale del Salento comporterebbe che quella zona resti del tutto priva di una struttura ospedaliera completa. Tutto mentre il progetto dell’ospedale del sud Salento - annunciato nel 2012 - sembra restare un miraggio. A tanto va aggiunto che la soppressione sempre a Scorrano dei reparti di ostetricia e ginecologia lascerebbe l’intera fascia adriatica, da Lecce a Tricase, senza un solo punto nascite”. Per Caroppo, è indispensabile che la giunta si renda conto quanto prima della “svista” e vi ponga rimedio.

Gabriele Abaterusso, coordinatore della segreteria provinciale Pd, e Pieranna Petracca, consigliere comunale a Gagliano, chiedono il trasferimento immediato dei  servizi sanitari previsti a Gagliano, dimostrando apprezzamento per la presa di posizione dell’assessore Pentassuglia: 41 i posti letto territoriali nell’ospedale di comunità. “Si tratta – chiariscono - di un potenziamento di quella medicina del territorio che si deve integrare con le cure ospedaliere e che può garantire, con i tanti servizi ambulatoriali specialistici già previsti, un’assistenza più vicina ai cittadini e meno costosa”.

 

                          

 

 

 

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