Piano sanitario, tagli ai posti letto negli ospedali salentini ma Maniglio frena

lunedì 29 settembre 2014

Dovrebbero essere circa quaranta i posti in meno, previsti nel nuovo piano di riordino dell’Asl leccese, con un rafforzamento di alcuni reparti. Sulla questione, Antonio Maniglio precisa: “Della questione è bene che se ne occupi chi dovrà amministrare la Puglia in futuro”.

Quaranta posti letto in meno negli ospedali salentini, 161 posti in più nelle residenze sanitarie assistenziali per anziani e unità di degenza territoriali da attivare nelle strutture dismesse. È questo nella sostanza la principale novità del piano di riordino dell’Asl di Lecce, che vuole contenere la spesa e offrire servizi a basso impatto sanitario migliori ed economici.

Poggiardo dovrebbe avere 27 posti di rsa e 8 di unità di degenza territoriale, Maglie rispettivamente 28 e 20, Campi 20 di cui 8 già attivi. A Nardò, 20 di rsa e 10 di “sub unità di accoglienza permanente”. A Gagliano 40 in totale. Ci sono, inoltre, 40 posti in più di riabilitazione cardio-respiratoria al Galateo di San Cesario.

Vengono dismessi i punti nascita di Gallipoli e Copertino per rafforzare i reparti di ortopedia, mentre più efficienti dovrebbero diventare i reparti di ostetricia a Casarano e Galatina. Si apre al “Santa Caterina Novella”, dopo il “Fazzi” e il “Panico” a Tricase, una terza unità di terapia intensiva neonatale.

Copertino perderebbe 40 posti letto, ma dovrebbe rafforzarsi sul versante chirurgico. A Scorrano, situazione invariata.

Ma sul piano “ipotetico” arriva lo stop di Antonio Maniglio, consigliere regionale del Pd che dice no a “tagli, accorpamenti e riorganizzazioni, più o meno improvvisate, in zona Cesarini”. Le motivazioni del diniego sarebbero semplici: “Il futuro della sanità in Puglia e nel Salento è bene che sia tema al centro dei programmi politici delle imminenti elezioni. Saranno poi gli elettori a  valutare e a scegliere la strada da seguire”.

Maniglio rivela che sulla bozza preparatoria di un riordino ospedaliero approntata dagli uffici dell’assessorato, c’è stato già lo stop dei  partiti della coalizione (Pd, Sel, socialisti): “La Puglia è appena uscita da un piano di rientro assai duro che ha reso ancora più precario il diritto alla salute dei cittadini. I conti sono tornati a posto, e questo è un bene; ma oggi bisogna aprire un altro quaderno: quello di procedere ad assumere il personale che manca, di velocizzare le opere di edilizia sanitaria, di potenziare la medicina territoriale, di attivare i servizi già previsti dalla programmazione in corso”.

In provincia di Lecce questo significherebbe avviare le procedure, dopo le deroghe ministeriali, ad almeno 300 assunzioni tra dirigenti medici, infermieri, operatori socio sanitari, accelerare i lavori della terza torre dei Fazzi per attivare il centro di eccellenza di emergenza-urgenza o quelli per il distretto sanitario di Campi; far funzionare per più ore gli ambulatori medici nei distretti, attivare i reparti previsti e non ancora attivati, dal piano 2012: “La priorità, in tal senso – conclude Maniglio -, andrebbe alla chirurgia vascolare del Fazzi, la cui mancanza crea  problemi gravi ai pazienti che, in caso di urgenza, debbono essere trasferiti da Lecce a Tricase.

Altri articoli di "Sanità"
Sanità
21/09/2019
"YOUman Lab": l'ospedale di Copertino primo in ...
Sanità
20/09/2019
Si conclude oggi la tre giorni di formazione. Cinque incontri a Lecce, Galatina e ...
Sanità
17/09/2019
Provincia di Lecce e Asl insieme per il progetto siglato ...
Sanità
12/09/2019
Al tavolo SEPAC Regione, ASL e sindacati. Accordo trovato per il passaggio di categoria, ...
 Stress ambientali, malattie infiammatorie da alimenti, consumo eccessivo di zuccheri raffinati, alimenti ...
clicca qui