“Gli ulivi seccano. E tu che fai?”. Prevenire la Xylella con le buone pratiche

domenica 17 agosto 2014

Lunedì 18 agosto si discuterà a Castiglione d’Otranto del problema e delle coltivazioni ancora indenni all’attacco del batterio: tra gli interventi, Roberto Gennaio, Gianluigi Cesari, Antonio Bruno e Ivano Gioffreda.

Finora si è discusso a lungo e in maniera controversa di come affrontare il “complesso del disseccamento rapido dell’olivo” nella zona delgGallipolino, dove il batterio Xylella fastidiosa è stato riscontrato ad ottobre. È stato tracciato una sorta di confine immaginario, che nei fatti non esiste più, tagliando a metà la provincia di Lecce: da un lato, sul versante ionico, la zona rossa e quella tampone; dall’altro, la zona indenne. Peccato, però, che al di là di quella linea, nell’arco adriatico, nel frattempo non sia stato fatto nulla per incentivare la prevenzione attraverso le buone pratiche agricole.

Lunedì 18 agosto, a partire dalle ore 19, si discuterà proprio di questo a Castiglione d’Otranto, in piazza della Libertà. Tra gli interventi, si registreranno quelli di Roberto Gennaio, tecnico della tutela ambientale; Gianluigi Cesari, agronomo ed esperto di oliviticoltura sostenibile; Antonio Bruno, presidente dell’associazione dei dottori agronomi della provincia di Lecce. Racconterà la sperimentazione naturale portata avanti a Parabita Ivano Gioffreda, membro dell’associazione Spazi Popolari.

L’incontro servirà a dare a contadini e proprietari di oliveti delle aree ufficialmente ancora indenni le informazioni necessarie per tornare sui campi e prendersi cura dei propri alberi, per preparare i terreni nel miglior modo possibile. Senza chimica. È la parola d’ordine per l’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino, che ha organizzato il confronto. È da Castiglione, d’altronde, che un anno fa è partita la petizione provinciale contro l’uso di pesticidi (http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2013N41219), raccolta firme che è al suo sprint finale in vista della Notte Verde del prossimo 31 agosto.

«Non abbiamo la pretesa di spiegare scientificamente cos’è il “Codiro”, visto che la questione è ancora controversa tra gli stessi esperti. Non abbiamo cure magiche da proporre né le cerchiamo. Non ci interessa incunearci in un dibattito aspro da tifoserie. Il nostro obiettivo – dicono gli attivisti di Casa delle Agriculture – è invogliare i salentini a tornare nelle proprie campagne e prendersi cura del loro patrimonio olivicolo prima che sia troppo tardi».

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