Pulizie nelle scuole, colpo di mano della Dussmann: convoca i lavoratori per la firma del contratto

martedì 31 dicembre 2013
La ditta appaltatrice per le pulizie nelle scuole, la Dussmann, convoca privatamente i lavoratori per la firma del contratto bypassando i sindacati: intervengono i carabinieri.


Momenti di tensione in diverse scuole della provincia, a Palmariggi, Melpignano, Cursi e Cannole. La ditta Leader Service, per conto della tedesca Dussmann, che dovrebbe prendere in appalto il servizio di pulizie nelle scuole (in queste ore oggetto di una vertenza sindacale) ha tentato il colpo di mano e, bypassando i sindacati e i tavoli della trattativa, ha convocato ad personam i lavoratori nelle varie sedi scolastiche per chiedere la firma del contratto a differenti condizioni. Una mossa che assolutamente non è piaciuta ai sindacati, in primis agli autonomi della Fsi, che saputa la notizia hanno richiesto l'intervento dei carabinieri. Un'azione al di fuori di qualunque buona prassi che arriva nel momento clou della vertenza. Solo ieri difatti i lavoratori erano a Bari, presso l'assessorato al lavoro, dove è saltato l'accordo tra la ditta e i confederali che, su spinta dei lavoratori e degli stessi autonomi, hanno rifiutato la firma del contratto con la ditta tedesca.

“La Dusmmann, in barba a qualunque trattativa” ha spiegato Dario Cagnazzo, segretario territoriale Fsi, “ha pensato di fare il colpaccio, tentando di far firmare ai lavoratori un contratto a 35 ore fino al febbraio e a 28 dal 1° marzo in poi. Tutto questo ha dell'incredibile, siamo al di fuori della legalità. Siamo riusciti a bloccare questa operazione, benché qualche lavoratore abbia firmato comunque. In ogni caso un contratto, firmato così, è facilmente impugnabile”.

La lotta continua, dunque. Nel frattempo è mutata anche la posizione dei confederali, Cgil, Cisl e Uil, possibilisti fino a ieri di riuscire a trovare i fondi per garantire un maggiore monte ore con la stessa Dussmann, salvaguardando così la gara d'appalto della Consip. Adesso però tutto è di nuovo in ballo. Tanto più che, si è saputo, i fondi – esigui - sarebbero stati reperiti tagliando da un altro settore abbondantemente provato dalla spending review, quello delle supplenze.

mp

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