Opere abusive nel cantiere, sigilli dove morì l’operaio schiacciato dalla gru

sabato 2 novembre 2013
I carabinieri di Porto Cesareo hanno riscontrato una lunga serie di irregolarità nel terreno dove il 22 ottobre scorso morì l’operaio Pietro Miccoli.

C’è una lunga storia di abusivismo, dietro la morte dell’operaio Pietro Miccoli, schiacciato lo scorso 22 ottobre dal distacco della gru che stava manovrando. I carabinieri della Stazione di Porto Cesareo, a conclusione di attività d’indagine disposta dal Pubblico Ministero Paola Guglielmi, eseguita con l’ausilio di un perito, hanno deferito in stato libertà C.A., 64enne, S.S., 43enne e C.L., 48enne, di Torre Santa Susanna, perché ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di abusivismo edilizio  e di costruzione in assenza di autorizzazione paesaggistica per le opere realizzate a Porto Cesareo in località Serra degli Angeli, in un lotto di terreno compreso tra via G. A Borelli e via C. Cecchi.

Oltre alle recenti opere abusive, i carabinieri hanno individuato un immobile residenziale costituito da due abitazioni, anch’esso abusivo come risulta dalle verifiche effettuate nel 1996 presso la Polizia Municipale. All’epoca era stata emessa l’ingiunzione a demolire: nel 2004, il 64enne ha presentato una “Dichiarazione di interesse alla definizione degli illeciti” a cui però non ha mai fatto seguire domanda di condono.

Sul precedente immobile abusivo sono stati riscontrati altri abusi più recenti:

Trasformazione di verande in vani interni mediante chiusura perimetrale con un incremento volumetrico per ciascuna abitazione di circa 51 metri cubi;

Piccolo deposito in muratura coperto con pannelli coibentati per una superficie coperta di 7,40 mq;

Ampliamento dell’abitazione retrostante per la realizzazione di una veranda con la copertura mediante pannelli coibentati poggiata su montanti verticali e orizzontali per una superficie coperta di circa 50 mq;

Sotto la copertura è stato realizzato un modesto fabbricato in muratura costituito da un wc e un cucinino con un volume di 41,50 mc;

Ampliamento dell’abitazione antistante per la realizzazione di una veranda mediante copertura in legno protetta nella parte superiore da tegole e poggiata su elementi verticali e orizzontali per una superficie coperta di 26 mq;

Spianamento in calcestruzzo della lunghezza di m 3,70, di 113 mq.

All’immobile preesistente, inoltre, è stata accorpata mediante apertura della muratura di recinzione, un’altra area, dove sono state realizzate altre opere abusive:

Spianamento in calcestruzzo di un’area pari a 187 mq;


Installazione di un gazebo in ferro con copertura in telo stabilmente ancorato a terra con una superficie coperta di 25 mq;

Cordoli in muratura di tufo, corridoi in calcestruzzo, aiuole e spianamenti in pietrisco;

Recinzione dell’area lungo gli altri lati dell’area in parte costituita da muratura nella parte bassa e soprastante la rete metallica a cui è assicurato un telo; lungo il fronte dell’area davanti a via C. Cecchi sono stati realizzati due pilastri in cemento armato ed è stato installato un cancello scorrevole in ferro.

Nella parte dell’area scoperta, all’interno della originaria recinzione non interessata dallo spianamento, sono stati scoperti lavori di realizzazione di un muro in tufo di altezza variabile: è quello il luogo dove morì Piero Miccoli.

Le opere abusive sono sottoposte anche a sequestro preventivo d’iniziativa dalla polizia giudiziaria.

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