Case fantasma affittate via internet, denunciate sei persone

domenica 13 ottobre 2013
I carabinieri di Gallipoli hanno rintracciato sei soggetti, tutti della provincia di Milano.

Smascherati i truffatori degli affitti fantasma a Gallipoli. Le denunce di quattro delle otto vittime arrivate ai carabinieri durante l’estate appena passata hanno permesso di rintracciare sei soggetti tutti originari della Provincia di Milano. Le case prenotate dai turisti, solitamente via internet, non esistevano, erano state affittate ad altri oppure semplicemente erano già abitate dai legittimi proprietari come nel caso di due cittadini gallipolini. I militari della Stazione di Gallipoli hanno deferiti in stato di libertà con l’accusa di truffa aggravata e continuata e frode informatica sei persone che hanno operato separatamente ma con lo stesso modus operandi: R.R. 39enne e T.S. 35enne da Peschiera Borromeo (MI), L.F. 44enne di Altamura ma residente a Cassina dei Pecchi (MI), D.B.L. 38enne di Cormano (MI), T.A.P.L. 68enne del capoluogo lombardo e S.V. 34enne di Cerignola (FG). I truffatori inserivano su siti internet di annunci case in affitto nelle migliori località di Gallipoli (Baia Verde, Rivabella ecc.). Trovati gli acquirenti (che provenivano da tutta Italia), cercavano di rassicurare questi ultimi sulla serietà della proposta facendosi chiamare sul proprio cellulare ed inviando poi, via fax o internet, il contratto di locazione facendosi inviare la caparra mediante ricariche postepay. A questo punto le vittime tentavano solitamente di contattare il presunto “locatore” trovando però il telefono spento. I truffatori, infatti, avevano attivato i numeri appositamente per queste truffe, spegnendoli o, in alcuni casi, addirittura rivendendoli con tutta la sim. I militari della Stazione di Gallipoli, a questo punto, hanno proceduto ad analizzare le carte prepagate utilizzate, confrontandone i dati con quelli dei cellulari e degli account dei siti di compravendite e poi estendendo i dati trovati ad altre denunce per gli stessi fatti. Sono così emersi gli altri quattro casi per i quali i truffatori sono stati deferiti in stato di libertà. Le caparre versate ammontano a 5mila euro.

 

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