Solo un lido può chiamarsi "Maldive del Salento": il giudice punisce il "copione" del marchio

venerdì 26 luglio 2013
Di “Maldive” ce n’è uno solo: lo ha deciso il giudice del Tribunale di Bari riferendosi a due lidi balneari con lo stesso nome situati a Pescoluse, marina di Salve. Da oggi, solo quello che per primo ha utilizzato il marchio “Maldive del Salento” potrà continuare a chiamarsi così, mentre l’altro dovrà cambiare nome o pagare multe salatissime.

 

Spiagge bianchissime e acque cristalline, con isolotti che in alcuni periodi dell’estate si formano qua è là nel mare. Il soprannome di Maldive, a un preciso spicchio di litorale di Pescoluse, lo hanno iniziato ad usare i turisti. Così Vito Vergine, il titolare del lido oggi noto a livello internazionale “Maldive del Salento”, quando nel 2000 ha iniziato in piccolo l’attività di gestore, ha deciso di adottarlo. Poi la bellezza dei luoghi, la professionalità, il duro lavoro, idee simpatiche come la grande sdraio posta all’ingresso del lido hanno fatto il resto: in pochi anni è arrivato il gradimento dei clienti che si sono moltiplicati tanto che, adesso, a volerci andare il fine settimana bisogna addirittura prenotare con un certo anticipo.

L’idillio è durato fino ad agosto dello scorso anno, quando a poche decine di metri dalle “Maldive del Salento”, oggi marchio registrato, è sorto un altro “Maldive del Salento”, che poi ha cambiato nome in “Maldive del Sud Salento”. Un nome copiato e poi ampiamente utilizzato su insegne, manifesti pubblicitari, nei siti web e nel profilo Facebook. A parte il fastidio per il “furto” del nome, Vito Vergine ha iniziato a registrare la confusione e lo smarrimento dei clienti: tanti turisti, magari arrivati da chissà dove per ammirare il suo lido, lamentavano di essere finiti in quello a fianco e di essersi accorti solo alla fine della vacanza di non essere stati nello stabilimento “originale”.

Una situazione spiacevole a cui bisognava mettere fine. C’è voluto quasi un anno a suon di carte bollate per ottenere una sentenza favorevole del Tribunale di Bari, sezioni specializzate proprietà industriale ed intellettuale, che ha dato ragione a Vito Vergine. Il titolare ha contestato al vicino la concorrenza sleale, ma anche la contraffazione e l'utilizzo abusivo ed illecito del proprio marchio, sul presupposto che tale condotta generasse confusione nella clientela abituale, convincendo il giudice.

Da oggi in avanti, il titolare dell’altro stabilimento non potrà più utilizzare il marchio “Maldive”, né del Salento né del Sud Salento, altrimenti dovrà pagare una multa di 100 euro per ogni violazione e per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento. Soddisfatto il titolare del vero lido “Maldive del Salento”: “La giustizia è stata lenta – commenta Vergine – perché ha permesso che questa ingiustizia, iniziata a Ferragosto dello scorso anno, continuasse fino ad oggi. Bisogna però riconoscere che il lieto fine ci rincuora. dietro il nome del lido e l’idea della grande sdraio non ci sono complicati studi di marketing, ma solo buone idee supportate da onestà nel rapporto con il cliente. Alla lunga, è questo che ci ha premiato se oggi, a 13 anni dall’apertura del lido, siamo tra le mete più ambite del Salento”.

Dall'altro lido, però, non si arrendono. Il titolare spiega che il nome del suo stabilimento è un altro è che "Le Maldive del Sud Salento" è stato aggiunto a mo' di "sottotitolo" sull'insegna per indicare l'area in cui sorge il lido e che è comunemente nota come, appunto, Maldive. E questo potrebbe aprire la strada a un proseguio delle controversie.

vbla

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