Il Tar ha deciso: il lido "Archi" non è più di Terme spa

sabato 13 luglio 2013

“Le Terme non possono affidare in gestione i beni demaniali loro dati in concessione per più di una stagione balneare”. Così si è espresso il Tar di Lecce sull’annosa questione che vede contrapposti il gestore del lido “Archi” di Santa Cesarea e la società Terme di Santa Cesarea spa.

Con una recente sentenza, il Tar di Lecce ha confermato che il concessionario del celebre bagno marino “Archi” di Santa Cesarea é sin dal 2007 colui che lo gestisce, cioè un imprenditore locale, e non la società Terme di Santa Cesarea spa, che originariamente aveva avuto in concessione dal Comune il bene demaniale, ma lo aveva a sua volta dato in gestione, nel 2007, per 6 anni a un imprenditore locale.

Alla scadenza dei 6 anni, il comune ha estromesso le Terme dalla titolarità della concessione e di fronte a un ricorso al Tar, ha visto riconosciute le proprie ragioni. Accogliendo le tesi sostenute in giudizio dai difensori dell'imprenditore locale, gli avvocati Pier Luigi  e Giorgio Portaluri, infatti, il giudice amministrativo ha affermato che “diversamente si avrebbe un cosiddetto subingresso di un nuovo soggetto nel rapporto concessorio con il Comune”. In altre parole, titolare della concessione comunale é chi gestisce il bene demaniale per un periodo superiore a quello massimo consentito dalla legge per gli affidamenti temporanei, cioé un anno. Soddisfatti gli avvocati, i quali sottolineano come il Tar abbia fatto chiarezza “su una annosa questione che riguarda più beni demaniali prima in concessione alle Terme e mai, di fatto, utilizzati, stabilendo per la prima volta un principio di diritto di fondamentale importanza per l'utilizzo dei beni del demanio costiero”.

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