Bray a Lecce: dalle eccellenze turistiche alla Tap

sabato 6 luglio 2013
Il rappresentante dei Beni Culturali nella sala conferenze della Camera di commercio di Lecce ha premiato le strutture ricettive che hanno ottenuto il riconoscimento “Ospitalità Italiana 2013”. Nel corso della mattinata ha anche incontrato gli operatori di San Foca minacciati dalla Tap.

Le migliori strutture ricettive del Salento premiate dal Ministro dei beni culturali e delle attività del turismo,  Massimo Bray. È quanto accaduto in mattinata presso la sala delle  Conferenze della Camera di Commercio di Lecce. Gli onori di casa sono stati fatti dal presidente dell’Ente camerale, Alfredo Prete e dal presidente dell’Azienda Speciale per i Servizi Reali alle Imprese, Marcello de Giorgi.  La premiazione è un riconoscimento alle imprese del Salento di una sempre più attenta volontà di migliorare gli standard qualitativi dei propri servizi. Nel corso della premiazione è stata inoltre presentata la nuova Guida all’Ospitalità Italiana di Lecce e provincia nel suo nuovo editing. Il marchio “Ospitalità Italiana” è una certificazione promossa dalle Camere di Commercio italiane e dalle CCIE  (Camere di commercio italiane all’estero) per valutare l’offerta turistica di qualità del Made in Italy.

Durante la mattinata però il ministro ha ricevuto una petizione da parte di tutti gli operatori turistici che hanno impegnato i loro risparmi in un investimento a San Foca “fiduciosi che la vocazione turistica del posto, dichiarata, soprattutto in questi ultimi anni, da politici, imprenditori, uomini di cultura, sarebbe stata rispettata per quel minimo di patto sociale che regge tutte le società civili.

Il progetto Tap -scrivono gli operatori- con approdo a San Foca, senza ombra di dubbio, comporta gravi pregiudizi economici per tutti gli operatori della zona e vanifica tutti gli sforzi fatti per assicurarsi quei riconoscimenti, Bandiere Blu e Cinque Vele, che costituiscono vanto per tutto il Salento. Si rischia lo scempio ambientale di una spiaggia oggi protetta da una linea di scogliera ad essa parallela (chiamata localmente ‘Isule ascie’ che costituiscono barriera naturale contro l’erosione e che saranno distrutte dalle perforazioni marine. Si farà scempio della magnifica pineta posta alle immediate spalle della medesima spiaggia. Il passaggio previsto sulla terra ferma, nella zona masseria ‘Capitano’ oltre a danneggiare le attività agricole di vocazione locale, incide su area archeologica di particolare interesse già evidenziato dalla Carta Archeologica della Puglia Meridionale. Sono state censite necropoli medioevali, tombe a fosse, abbazia di S. (Niceta del XII) secolo e per finire area con Dolmen Gurgulante e Placa”.

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