Polemica sul manifesto osè. "Mercifica le donne"

domenica 5 maggio 2013
A Galatina un 6x3 di un'azienda grafica espone una sfilza di donne in tanga e di spalle. Nel comune scoppia la bufera: "quel manifesto è sessita e va rimosso".

Ci risiamo. Non c'è regolamento che tenga e ancora una volta si torna a discutere di manifesti che sfruttano il corpo della donna a scopi commerciali.
Quello comparso a Galatina non si può dire che vada per il sottile, presentando sotto la dicitura "offerte estive" una sfilza di donne in tanga, ovviamente di spalle. Lo slogan "il miglior modo per farsi notare" ammette in qualche modo di non avere altri argomenti ma a Galatina è già scattata la caccia ai responsabili.
Sul profilo Facebook di Enza Miceli, storica militante Udi (Unione Donne Italiane) è immediatamente partita la segnalazione al vice sindaco Roberta Forte in cui si segnala "l'esistenza in Galatina di un cartellone pubblicitario che fa un uso strumentale e sessista del corpo della donna". 
"Vorrei far presente - prosegue Enza Miceli - che in data 31.05.2010 il Consiglio Comunale ha deliberato all’unanimità in favore della "Moratoria contro la pubblicità sessista", dichiarando Galatina "città libera da immagini lesive della dignità delle donne".
Il cartellone è già stato già segnalato allo IAP (Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria) e lo stesso vice sindaco non se lo lascia dire due volte, annunciando che si sarebbe mossa immediatamente, avendo già ricevuto la medesima sollecitazione da un assessore. Ma intanto il dibattito sul manifesto si infiamma e coinvolge anche la consigliera di parità
Serenella Molendini e anche la rappresentante provinciale dell'Udi, Milena Carone.
I commenti delle donne sono pressoché unanimi: la pubblicità va rimossa perché offensiva.
Il pubblico maschile si divide invece tra lo sdegno e chi minimizza parlando di moralismo. La stessa Forte allora ribatte
: "Chi parla di moralismo o peggio ancora di bigottismo, non sa nulla di cosa siano le lotte per l'emancipazione ed il diritto di non veder usato il corpo di una donna come una merce. Non è morale, ne etica, ne buon o cattivo gusto, si tratta dell'affermazione di un diritto".
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