Guardia si impicca nel carcere minorile di Lecce

martedì 30 aprile 2013
Un agente di custodia di 54 anni si è impiccato all’interno della struttura carceraria leccese sulla via di Monteroni.

Tragedia al carcere minorile leccese. In serata una guardia è stata trovata impiccata ad un albero all’interno del giardino della struttura che si trova sulla via per Monteroni.
A togliersi la vita Salvatore Ippolito, dipendente dela struttura e dirigente Osapp di 54 anni, originario di Novoli. Secondo i primi accertamenti si tratterebbe di un suicidio.

L’uomo, che era separato, e che sarebbe dovuto andare in pensione tra pochi mesi ha infatti lasciato due biglietti, uno indirizzato ai due figli in cui chiede scusa per il gesto che stava per compiere. L'altro alla magistratura. 

Ed è proprio su quest'ultimo documento lasciato dalla vittima che si concentra ora l'attenzione degli inquirenti. Nel biglietto destinato alla magistratura, infatti, l'uomo farebbe riferimento a presunti contrasti con persone al di fuori dell'ambito famigliare.



"Una ennesima inspiegabile, inaudita tragedia" cosi' il segretario generale del Coordinamento sindacale penitenziario (Cosp), Domenico Mastrulli, definisce in una nota il suicidio di Ippolito. Mastrulli ricorda che quell'istituto è "quasi totalmente privo di utenza detenuta in attesa di essere destinato a struttura a detenzione attenuta per pene definitive di breve durata". Ma soprattutto l'esponente del Cosp sottolinea che "i suicidi tra le forze di polizia sono in netto aumento. Tra gli agenti di polizia penitenziaria si sono registrati 68 suicidi negli ultimi dieci anni, di cui quattro nei primi quattro mesi del 2008. Intervengano lo Stato e le amministrazioni -è l'appello di Mastrulli- affinche' tale fenomeno possa arginarsi al piu' presto".

“Desidero far giungere ai familiari ed ai colleghi dell’Assistente Capo di polizia penitenziaria -dichiara Eugenio Sarno, Segretario Generale UILPA Penitenziari- i sentimenti della nostra sincera vicinanza. Siamo affranti e costernati per il suicidio di Salvatore, iscritto alla UIL da circa 20 anni. Benché ogni suicidio celi sempre motivazioni non sempre indagabili, abbiamo ragione di credere che in questo caso la professione e l'ambiente lavorativo siano da escludere tra le cause scatenanti dell'estremo gesto. Anche se Salvatore Ippolito ha scelto di suicidarsi, a 54 anni, impiccandosi, questo pomeriggio intorno alle 17.30, alla traversa della porta del campo di calcio annesso al complesso penitenziario per minori del capoluogo salentino, mentre effettuava un giro di controllo. L'altro collega in servizio con Ippolito insospettito dal lungo tempo trascorso e dal mancato rientro ha rinvenuto dopo alcuni minuti il corpo ormai privo di vita. In questi momenti di così grande dolore auspico che questa tragedia non sia artatamente strumentalizzata, ancor più da parte di chi nel passato ha assunto posizioni rigide verso l’Ipm di Lecce e atteggiamenti critici verso l'intero contingente di polizia penitenziaria colà in servizio.

La tragedia arriva a due anni di distanza da un altro tragico evento che ha coinvolto la struttura. Era infatti il 7 aprile di due anni fa quando il giovane Carlo Saturno, testimone in un processo per presunti pestaggi nella struttura, veniva trovato impiccato nel carcere di Bari. Morì dopo una settimana di coma.






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