Povertà, allarmanti i dati e a Lecce si moltiplicano i senza tetto

mercoledì 24 aprile 2013
Bilancio di 4 mesi di attività della nuova Casa della Carità a Lecce: tra gli utenti anche molti italiani. In programma due iniziative di raccolta fondi.


Lecce, centro storico, mezzanotte: va in scena la miseria. A due passi dalla movida, in via Duca degli Abruzzi, proprio lì dove molti dei frequentatori di locali parcheggiano le auto, col calar del buio può capitare di assistere a scene oramai dimenticate.
Intere famiglie, anche 5 o 6 persone per gruppo, strette le une alle altre per proteggersi dal freddo della notte, dormono per strada. Non si scorgono i volti di quelle persone dimenticate, avvoltolate come sono nelle coperte. Non presenza sporadiche, ma invece veri a propri dormitori a cielo aperto, che tra le impalcature di un palazzo in ristrutturazione cercano riparo. Case, di fatto, ma senza muri né porte.


Nel giorno in cui la Casa della Carità della Caritas Diocesana traccia il bilancio di questi primi 4 mesi di attività, la presenza di tanti senza dimora – in via Duca degli Abruzzi come altrove – dà la misura di quanto l'emergenza sia lontana da una soluzione. Le due strutture della Caritas, Casa della Carità e Casa Emmaus, non riescono assolutamente a coprire il fabbisogno di alloggio dei più poveri, dei diseredati della terra. I 33 posti letto della Casa della carità e i 22 di Emmaus nonostante gli sforzi dei volontari non sono sufficienti. Basti guardare ai numeri: dal 24 dicembre al 31 marzo sono stati ben 540 gli ospiti della struttura. Giovani per lo più, età media tra i 29 e i 30 anni. Sono stati 1657 i pernottamenti e 7800 i pasti (tra pranzi e colazioni) erogati. 

Colpisce, tra i dati forniti, la composizione dell'utenza. Ai primi tre posti, come da copione, Afghanistan, Pachistan e Irak, ovvero le comunità dei richiedenti asilo politico che vivono un periodo di limbo in attesa dello status di rifugiati, facendo necessariamente ricorso al sostegno della Caritas. Al quarto posto, però, arriva la vera sorpresa: gli italiani. La fame fa più dell'orgoglio, ed in tanti si spingono fino alle mense per poveri pur di assicurarsi un pasto. 


“Per noi non fa assolutamente distinzione la comunità di appartenenza o la religione degli utenti” spiega il responsabile della Caritas Don Attilio Mesagne. “I poveri sono poveri e basta. La terra è di tutti e noi siamo solo gli amministratori. È scritto anche nel Vecchio Testamento: ci sia libera circolazione di idee e persone. I confini politici non possono essere un limite a questo diritto”. E poi, ancora: “Il nostro compito, come Caritas, è di restituire loro ciò che qualcun altro ha tolto”. Una dichiarazione che, pur trovando radici nella cultura religiosa, dovrebbe suonare come un j'accuse per molte orecchie.

Intanto il 7 maggio, come annunciato dall'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Lecce, Carmen Tessitore, si darà il via al nuovo tavolo di lavoro sul tema 'famiglia e povertà'.


In programma, inoltre, anche due iniziative benefiche di raccolta fondi: la prima il 26 aprile, a partire dalle 21 alle Officine Cantelmo, con una serata dedicata alla musica di Giorgio Gaber a cura di Daniele Vitali (volontario e musicista), e al concerto dei Ghetto Eden. La seconda il 28 aprile, alle 19  nello scenario opulento di Torre del Parco, con la musica  di Luigi Bubbico, Roberto Corlianò, Fulvio Panico ed Ennio Lecciso.


Melissa Perrone


 


 

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