Capleton, il cantante promette di autocensurarsi

sabato 20 aprile 2013
Il cantante giamaicano, accusato di istigare con i suoi testi alla violenza e all’omofobia, sarà stasera regolarmente sul palco del Livello 11/8. La promessa è non offendere. Ma le associazioni condannano la scelta. 

Capleton questa sera salirà sul palco del Livello Undiciottavi, la casa della musica di Trepuzzi domani. Il cantante che nei suoi testi parla apertamente di dare fuoco ai gay potrà esibirsi, ma a patto di non offendere nessuno. “La dirompente aggressività delle sue performance -spiegano gli organizzatori- esprime perfettamente i suoi testi radicali e appassionati. Il manager di Capleton ha comunicato un atto di impegno e dichiarazione sottoscritta dall’ artista nella quale dichiara di non essere contro gli omosessuali e si impegna a non pronunciare testi omofobi, né istigazioni alla violenza durante il suo live.

Terrà il concerto nel Livello Undiciottavi in quanto struttura-contenitore, aperto a tutte le opinioni, idee e forme d’arte purché basate sulla tolleranza, l’integrazione e, soprattutto, l’apertura all’ altro.
Libertà e tolleranza è anche permettere lo svolgimento di una rappresentazione musicale di un artista molto amato e seguito da tanti ragazzi che, nonostante estimatori della sua musica, non condividono e non vogliono ascoltare parole di odio e di violenza, parole dalle quali però, anche lo stesso artista  ha preso le distanze anni fa. Come già ripetuto più volte, gli organizzatori sono pronti ad interrompere il concerto qualora ciò dovesse avvenire”

Una spiegazione che però non è bastata alle associazioni Donne I.D.eA. – Identità, Differenza e Autodeterminazione, OdV Vogliamo anche le rose, Arci Provinciale Lecce, Rete Antirazzista Lecce, Casa delle Donne Lecce, Associazione Alta Fedeltà, Associazione Meticcia che continuano a dire no all’esibizione del Profeta giamaicano.

“Negli anni passati i concerti di Capleton sono stati cancellati per le proteste dei movimenti e delle associazioni di donne e LGBT, che anche questa volta non hanno mancato di mobilitarsi e di chiedere l’annullamento delle sue esibizioni, come ha fatto il Circolo Rivolta di Marghera, che avrebbe dovuto ospitarlo il prossimo giovedì. Mobilitazione a cui aderiamo e di cui condividiamo l’urgenza, perché è intollerabile che in un paese dove i femminicidi e l’omofobia sono ancora tristemente e prepotentemente  all’ordine del giorno, si debba continuare a ribadire che parole di quel tipo non sono le benvenute. Perché l’incitazione alla violenza è ancora più grave se si considera il giovane pubblico che frequenta i concerti del musicista reggae.

Nonostante le rassicurazioni e gli impegni presi da più parti, insieme ovviamente alla possibilità che chiunque possa redimersi -redenzione rispetto alla quale si potrebbero comunque avanzare dei dubbi perché suona molto di operazione commerciale per poter continuare a fare i concerti- non riusciamo a comprendere la scelta del Livello 11/8; non riusciamo proprio a capire perché un luogo come questo che ha una vocazione culturale e non solo commerciale, e che finora ha dimostrato attenzione e sensibilità nella programmazione e offerta artistica, debba correre il rischio di sentire risuonare nei suoi spazi, anche solo per una sera, frasi che inneggiano a  “prendere un bazooka e a uccidere i froci” ricaduta da prendere in considerazione e già verificatasi altrove come testimoniato da più parti; e di diventare esso stesso veicolo di messaggi violenti, sessisti e omofobi.

Non ci sembra, infine, che le nostre parole possano essere lette come il solito tentativo di censura “vecchio stile” e di chiusura verso le opinioni e le libertà di espressione altrui. Perché la risposta a chi istiga e ha istigato all’odio verso ogni diversità non può che essere un no chiaro e forte. Con il rammarico che quei soggetti possano attraversare i luoghi di cultura di questo territorio, che non ne ha poi così tanti e che dovrebbero rappresentare gli spazi di critica e di promozione di messaggi e comportamenti altri”.           
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