Uffici giudiziari, la Cgil chiede di rinviare la chiusura delle sedi

lunedì 8 aprile 2013
Il sindacato Funzione Pubblica Cgil della provincia di Lecce ha inoltrato al Presidente e al Dirigente Amministrativo del Tribunale di Lecce formale richiesta d’incontro per capire le reali intenzioni in merito all’applicazione del provvedimento di riordino.

“Sui criteri di chiusura vanno coinvolti comunità territoriali e sindaci. Chiediamo rinvio dell’entrata in vigore della legge, in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale”. È questa la posizione del sindacato Funzione Pubblica Cgil intervenuta nel dibattito che sta interessando le sedi di tribunale in Provincia di Lecce.

“Facciamo presente che un riordino degli uffici giudiziari serve -spiegano dal sindacato-  ma secondo noi soltanto dopo un’attenta analisi del territorio e del bacino di utenza che consideri i carichi di lavoro e i mezzi di trasporto. Nell’ottica del miglioramento del servizio a favore dei cittadini questa paventata riorganizzazione non può avere ricadute negative proprio sull’utenza, come probabilmente sarà. Si sarebbe dovuto, almeno prima, rimodulare ed omogeneizzare i circondari, oggi notevolmente differenziati tra loro per numero di abitanti.

Abbiamo quindi proposto di superare i criteri di chiusura degli uffici giudiziari che andrebbero definiti coinvolgendo le comunità territoriali e i sindaci: per questo chiediamo il rinvio nel nostro territorio dell’applicazione della legge (il cui termine ultimo è peraltro il 13 settembre ), in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale in merito alla costituzionalità della norma, la cui prima udienza è fissata per l’8 ottobre di quest’anno”.

La preoccupazione è l’aumento dei costi per i cittadini: “Dalle notifiche (è stato stimato che, col nuovo assetto a Lecce, l’aumento sarà anche dell’800%), ai costi maggiori per raggiungere Lecce fino al costo dei parcheggi. Questo mentre, già nel 2013, i cittadini saranno investiti dalla Tares, dall’aumento dell’IVA e da una nuova serie di tasse locali. L’altra amara certezza è che sarà fortemente penalizzata l’economia indotta che ruota attorno agli uffici giudiziari, dagli esercenti commerciali alle collaborazioni con i giovani avvocati. La giustizia è una competenza esclusivamente statale: smobilitare gli uffici significa far arretrare lo Stato. Meno Stato, meno difesa dei diritti collettivi ed individuali.

Il Presidente del Tribunale di Lecce e i Sindaci dei Comuni della provincia interessati hanno la possibilità di richiedere l’utilizzo degli immobili per altri cinque anni: l’auspicio è che lo si faccia nell’interesse dei cittadini, in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale e della formazione di un nuovo Governo”. 
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