Soprusi in famiglia, arresti a Novoli e Sannicola

sabato 9 marzo 2013
Due casi di sopraffazione contro i familiari venuti alla luce nelle ultime ore: per porre fine ai maltrattamenti sono dovuti intervenire i Carabinieri.

La famiglia sempre più al centro degli atti di cronaca violenta. Non sarà un caso che i Carabinieri abbiano messo le manette , nelle scorse ore, a due uomini ritenuti responsabili di due distinti casi di soprusi tra familiari.

Il primo caso a Novoli. Ad intervenire i carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Campi Salentina che hanno arrestato, in flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale, Cristian Guerrieri, trentunenne del luogo. Nella tarda serata di ieri, Guerrieri aveva percosso genitori e il fratello, minacciandoli di morte. L’uomo voleva ottenere qualche spicciolo finendo per impossessarsi delle chiavi dell’auto della madre. Postosi alla guida senza patente e visibilmente alterato è stato rintracciato dai Carabinieri in un circolo privato.

Alla vista dei militari Guerrieri, urlando, ha iniziato a tirare calci e pugni ferendo un militare  ad una mano che ne avrà per una decina di giorni. In sede di denuncia poi, i suoi familiari hanno raccontato del loro calvario iniziato nel luglio del 2012 quando Guerrieri è uscito dal carcere. Da quel momento in poi vi è stata una vera e propria escalation con una serie ininterrotta di minacce, aggressioni, offese e furti. L’arrestato è stato accompagnato nel carcere di Lecce.

Il secondo caso a Sannicola. A finire in cella Erwin Marino, ventenne del luogo accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati e continuati. Il giudice, ha emesso la misura cautelare concordando i risultati delle indagini acquisite in seguito alla denuncia sporta dalla madre dell’arrestato. La donna, di 56 anni, dopo aver sopportato per  lunghi periodi  sistematiche vessazioni fisiche e morali, ha finalmente trovato il coraggio di denunciare quanto accaduto ai Carabinieri.

Le investigazioni hanno permesso di verificare che Marino sin dallo scorso giugno, aggrediva e minacciava di morte la madre, arrivando, in qualche caso, perfino a distruggere le suppellettili, a minacciare di dare fuoco alla casa, ad impugnare  un coltello e colpirla al volto con pugni e schiaffi. Tali comportamenti disumani e degradanti non erano risparmiati neanche al fratello più piccolo che, da qualche tempo, vive con il padre. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato accompagnato in carcere.
  
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