Se gli studenti Erasmus avessero avuto la possibilità di votare…

domenica 3 marzo 2013
Al primo posto il centrosinistra e a seguire il Movimento 5 Stelle: questi i risultati delle “votazioni autogestite” dei 1.247 universitari italiani all’estero. Intanto abbiamo raccolto la testimonianza di Edoardo Monsellato, 22enne originario di Alessano. 

Sono 1.247 gli studenti italiani all'estero che dopo settimane di proteste contro il Decreto legge n. 223 del 18 dicembre 2012, hanno preso parte alle votazioni simboliche presso i seggi autogestiti organizzati da #iovogliovotare e #iovotolostesso nelle città di mezza Europa. Per rendere visibile il loro peso in termini di numeri, e portare l'attenzione sulla necessità di riformare una legge che, nel 25° anniversario dall'avvio del progetto Erasmus, non regge il passo con i tempi. 

Il Decreto prevede infatti che la possibilità di votare sia garantita solo agli italiani iscritti al registro Aire (Anagrafe italiani residenti all'estero) e dedicato a coloro che all'estero permangono per un periodo superiore a un anno, oltre che alle categorie temporaneamente all'estero per motivi di servizio o missioni internazionali, ignorando in tal modo studenti e stagisti che si trovano fuori casa per un tempo di solito non superiore ai 9-10 mesi. E che oltre alla difficoltà di spesa dei trasporti, sono impossibilitati a muoversi dalla città in cui svolgono il progetto. 

Come nel caso di Edoardo Monsellato, 22enne originario di Alessano, partito a Liège (Belgio) con una borsa di 10 mesi per seguire il corso di “Langues et littératures romanes”, che spiega: “Il periodo elettorale è coinciso qui in Belgio con l'inizio del secondo semestre, ciò significa nuovi corsi da seguire per completare l'agreement o eventualmente effettuare il change. Ed è proprio questo il motivo per il quale non sono sceso in Italia”.

Edoardo, studente di Lingue, Letteratura e Comunicazione interculturale presso l'Università del Salento, esprime il suo disappunto nei confronti della legge elettorale: “Non sono molto d'accordo, perché effettivamente viene impedito di votare a persone che hanno lasciato il loro paese da poco tempo e per un tempo limitato, mentre persone che vivono all'estero ormai da anni, e che rientrano in Italia magari solo per le vacanze, non ne sono vincolate”.

Eppure i ragazzi che escono dai confini nazionali sono ragazzi che ragionano, che credono nell'Europa e si mettono in gioco per costruire un futuro migliore. E sono pronti a dimostrare la voglia di partecipare , anche a costo di sopportare qualche disagio in più, come racconta Edoardo: “Qualche giorno fa, ho sentito parlare dell'iniziativa #iovotolostesso. Questo mi ha fatto capire come molti studenti ci tengono al loro paese, al loro voto e contributo. Io ho partecipato a questa iniziativa. Con una ragazza di Torino siamo andati a Bruxelles nonostante il freddo e il cattivo tempo e abbiamo fatto sentire la nostra voce prendendo parte a queste ‘elezioni’ autogestite, i cui risultati sono già stati pubblicati”.

E sono risultati che parlano di giovani con le idee molto più chiare rispetto al Paese reale, con una maggioranza netta per il centrosinistra, seguito in seconda battuta dal Movimento a 5 Stelle. Risultati che non hanno un valore legale, ma perseguono l'obiettivo di rimettere il problema nell'agenda del prossimo Governo. 

Valentina Zammarano 

(fonte: Belpaese)
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