Saviano contro Nardò, nel Salento ci vorrebbe Django

domenica 10 febbraio 2013
Il giornalista dedica la sua rubrica settimanale su L'Espresso al processo contro gli schiavisti dei campi neretini arrestati nell'operazione Sabr. "Nardò ha preferito il silenzio"




La nuova pellicola di Quentin Tarantino e il Salento non sono poi così lontani, almeno non secondo Roberto Saviano, che ha deciso di dedicare la sua rubrica settimanale su L'espresso, "L'antitaliano" al racconto del processo iniziato qualche giorno fa contro gli sfruttatori dei lavoratori africani nei campi neretini.

Proprio come lo schiavo Django, anche nel Salento c'è stato chi ha alla fine ha trovato il coraggio di ribellarsi.

Lo scandalo delle campagne neretine ha ampiamente scosso l'opinione pubblica anche locale, dove la politica e la Cgil, oltre alle organizzazioni umanitarie, si sono schierate al fianco dei lavoratori, il cui simbolo della lotta è stato lo studente camerunense Yvan Sagnet. Peccato che alla vigilia del processo solo la Regione Puglia abbia deciso di costituirsi parte civile e non il Comune di Nardò.

Una scelta che nel suo articolo Saviano stigmatizza con forza, condannando "chi preferisce il silenzio
per non denigrare la propria terra alla giustizia che dovrebbe vedere tutti dalla stessa parte".  Sulla vicenda il sindaco di Nardò, Marcello Risi, era già stato sollecitato dai suoi compagni di partito del Pd, la parlamentare Teresa Bellanova e il segretario provinciale, Salvatore Capone in primis, oltre a rischiare la crisi di governo, vista la decisione di Sel di revocare l'appoggio alla maggioranza.
 
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