Processo Sabr, assedio al sindaco di Nardò: "Si schieri contro lo schiavismo"

mercoledì 30 gennaio 2013

Inizia domani il processo contro gli sfruttatori dei lavoratori stagionali di Nardò. La Regione Puglia sarà parte civile, il Comune di Nardò no. Ma dal centrosinistra è pressing su Risi: "dica da che parte sta". 

Aumenta il pressing sul primo cittadino di Nardò Marcello Risi, sollecitato con forza dal centrosinistra affonché anche il Comune di Nardò si costruisca parte civile nel processo contro gli sfruttatori dei lavoratori stagionali nelle campagne neretine.

La prima udienza sarà domani e vedrà la Regione Puglia costituirsi parte civile nel processo a carico degli sfruttatori dei lavoratori stagionali di Nardò. Il Comune, invece, nella persona del sindaco Marcello Risi, rifiuta di costituirsi parte civile ritenendo "che non esistano i requisiti".


In queste ore però nei suoi confronti è partito un vero e proprio assedio disollecitazioni arrivate dalla sua maggioranza, da Sel in particolare, che  sta valutando la possibilità di togliere l'appoggio politivo al sindaco. E oggi anche dagli esponenti del suo partito, il Pd. "Conoscendo il suo impegno per la comunità sono certo che Marcello Risi non si tirerà indietro", ha detto il segretario provinciale, Salvatore Capone. "Bisogna stare dalla parte degli oppressi e non degli schiavisti", ha aggiunto la deputata Teresa Bellanova.

"Il compito delle istituzioni e della politica è stare sempre dalla parte degli oppressi", ha agiunto il segretario dei Giovani Democratici, Luciano Marrocco.

 

Il processo che prenderà il via domani vedrà alla sbarra 15 persone, tra imprenditori, caporali, capisquadra e proprietari terrieri. L’accusa è di sfruttamento e associazione a delinquere. Caduto invece il capo di accusa di riduzione e mantenimento in schiavitù. 

Da più di 20 anni, nel cosiddetto triangolo d’oro, la raccolta delle angurie richiama sul territorio centinaia di migranti che si offrono come lavoratori stagionali. Nonostante una serie di tentativi delle associazioni, istituzionali e dei sindacati, l’economia delle angurie ha continuato a basare la sua fortuna sulla pelle dei lavoratori più deboli e più ricattabili. Ci è voluta la rivolta dei migranti, portata avanti dal coraggioso Yvan Sagnet, a puntare un faro su un fenomeno oramai radicato.

 

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