Pdl: esclusi assenti alla presentazione dei candidati. Lazzari: "Solo un disguido"

martedì 29 gennaio 2013
L'onorevole del Pdl Luigi Lazzari spegne le polemiche attorno all'assenza degli esclusi alla presentazione dei nuovi candidati del suo partito. E per lui, che aveva già deciso di non ripresentarsi, c'è un futuro nella formazione politica dei giovani

"Non c'è nessun caso politico. E' stato solo un problema di organizzazione". L'onorevole Luigi Lazzari, deputato uscente del Pdl, smorza la scia di polemiche nata dall'assenza degli ormai ex parlamentari durante la presentazione delle candidature del Pdl per le prossime elezioni politiche.

"C'è stato un disguido: non hanno diramato gli inviti, tutto qui. Una questione meramente organizzativa. Nessun problema di intesa, tantomeno per il sottoscritto. Personalmente, avevo già espresso la mia decisione di non ricandidarmi. E non è che avessi scelto questa strada chissà per quali motivi. Semplicemente, dopo tre legislature si può passare la mano ad altri. Con questo, non vuol dire che finisca l'impegno politico. Finirà semplicemente l'attività parlamentare".

Ha già qualche progetto per il futuro?
"Continuerò ad impegnarmi per la politica in altre forme. Ho già chiesto al presidente Gabellone di occuparmi della formazione di partito. Di dedicarmi, cioè, alla formazione del mondo giovanile".

Lei crede che il rinnovamento del Pdl stia avendo un costo troppo alto?
"No. Oggettivamente, c'è un mix di cambiamento e di utilizzazione di energie già preesistenti. Anzi, si potrebbe spingere ancora un po' sul cambiamento".

Non le sembra un paradosso rinnovare tutto tranne il leader?
"Credo che questo tema possa essere presentato nella giusta veste. Il tentativo di cambiare il leader c'è stato. Ovviamente, però, i leader non si costruiscono a tavolino. Il 'leaderismo' è il frutto delle leggi che si sono fatte da vent'anni a questa parte. Oggi, invocare la funzione dei partiti è un po' come prendersi in giro. In quest'ottica, Berlusconi è anche un leader consumato, sotto alcuni aspetti, ma non è pronta un'altra leadership in grado di sostituirlo. E a dargli ragione ci sono i sondaggi. Detto questo, mi aspetto che Berlusconi, una volta terminate le elezioni, si faccia da parte".

Crede che, nell'ambito della formazione delle liste del Pdl, il Salento sia stato bistrattato?
"Non credo. Abbiamo una rappresentanza in ogni provincia. E ci sono, sotto questo aspetto, province più deboli rispetto alla nostra. E' chiaro che quando si passa da una rappresentanza larga ad una più stretta è difficile far quadrare i conti. Mi sembra, però, ozioso dire che non c'è la rappresentanza adeguata. Dovessimo vincere al Senato la musica cambierebbe e avremmo gruppi più corposi. E non è detto che questo non avvenga. Noi ce la metteremo tutta".
TAG: pdl, lazzari
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