Il Comune ricorre sugli estimi. Melica e Salvemini: "Avevamo ragione"

mercoledì 23 gennaio 2013
La decisione dell'amministrazione guidata da Paolo Perrone, riguardo il ricorso per le rivalutazioni catastali, è stata considerata, da alcuni esponenti della minoranza, come una malcelata ammissione di colpe

"Evidentemente - ha scritto il consigliere Carlo Salvemini sul suo blog -, il sindaco ha compreso, con colpevole ritardo, che la minoranza può avere ragione se ci si mostra capaci di saperla ascoltare, e non solo di offenderla. Ma non è capace di ammetterlo, come Fonzie in Happy Days. Tanto che ancora oggi parla di 'opposizione senza argomenti'. Per due anni ha tenuto nascosto ai leccesi che era stato richiesto il riclassamento; solo dopo l'iniziativa di Lecce Bene Comune è stato costretto ad ammettere che ci si trovava di fronte non ad un atto dovuto ma ad una scelta politica; non ha inteso, come da noi proposto, revocare la delibera ma ha voluto rivolgere un semplice invito all'AGT prevedibilmente non accolto; ha scritto una lettera a tutti i concittadini sull'IMU scaricando ogni responsabilità legata all'aumento delle aliquote sul governo Monti ed omettendo di informarli della batosta degli estimi; non ha informato tempestivamente il Consiglio Comunale della lettera ricevuta il 29 novembre che solo oggi, dopo la sollecitazione della minoranza, annuncia di voler impugnare. Come sempre incapace di assumersi responsabilità politiche,  questa volta cerca di indicare l'Agenzie del Territorio come artefice di un provvedimento che ha invece rivendicate ragioni politiche. Un errore dopo l'altro. L'augurio è che si possa ancora rimediare".

Anche il consigliere dell'Udc Luigi Melica ha rivendicato la sua parte di ragione: "La consideriamo una vittoria della minoranza, ma soprattutto dei cittadini, che devono sapere, però, che la vicenda non si chiude qui. Si tratta solo del primo passo avanti da parte del Comune, peraltro, ripetiamo, avvenuto tardivamente e solo su specifico impulso del sottoscritto. Infatti, la risposta dell’Agenzia del territorio, datata 29 novembre, è pervenuta al Comune il 4 dicembre, ma solo quando ho chiesto di prenderne visione (parliamo dei primi di gennaio), l’amministrazione si è decisa a renderla nota nel primo Consiglio comunale utile, ovvero l’11 gennaio. Quindi il Comune ha fatto trascorrere la metà del tempo utile per il ricorso (35 giorni su 60 totali), pur di non dover affrontare la questione davanti all’Assise. Ciò significa che si sarebbe potuto utilizzare quel tempo non solo per presentare tempestivamente il ricorso, ma anche per rendere noto all'Agenzia delle Entrate che tale rigetto non poteva essere accolto dal Comune, e che pertanto, nell'interesse dei cittadini sarebbe stato opportuno non inviare gli avvisi a tutte le famiglie in attesa degli esiti del ricorso al TAR".
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