Assistenza domiciliare, i sindacati: “Poca informazione per i cittadini”

martedì 22 gennaio 2013
I sindacati denunciano la scarsa informazione sull’accesso all’assistenza domiciliare nell’ambito di zona di Poggiardo: “Sui 43mila residenti nei 15 Comuni, soltanto sette persone hanno beneficiato di assistenza socio sanitaria a domicilio”. 

 

L’informazione sulle opportunità offerte dai piani di zona è insufficiente. La denuncia è dei sindacati dei pensionati e dei confederali, che puntano il dito sulla comunicazione relativa soprattutto all’assistenza domiciliare integrata.

In un incontro tenuto lo scorso 18 gennaio nella sede del Comune di Poggiardo tra l’Ambito di Zona di Poggiardo, i sindacati dei pensionati, SPI Cgil FNP Cisl UILP Uil, e i sindacati confederali, CGIL CISL UIL, si è affrontato l’argomento, discutendo proprio della riprogrammazione dei servizi per l’anno 2013.
All’incontro, cui erano presenti il direttore del Consorzio dei Comuni, Rossano Corvaglia, i dirigenti locali della ASL, le componenti l’Ufficio di Piano, i rappresentanti dei Comuni di Andrano e di Santa Cesarea Terme, il sindaco di Poggiardo, Giuseppe Calafati, sono stati illustrati i servizi da implementare per garantire la continuità degli obiettivi, e dunque welfare d’accesso (Segretariato sociale e professionale, PUA, UVM, Sportello integrazione sociosanitaria), servizi domiciliari (SAD, ADI, ADE), servizi comunitari a ciclo diurno (Centro socio educativo abilitativo, Integrazione scolastica per disabili), servizi e strutture residenziali (integrazioni rette “Dopo di noi”, “Case per la vita”, “Case famiglia”), misure a sostegno delle responsabilità familiari (Servizio affido e adozioni, Ufficio tempi e spazi).

Per ogni servizio sono state quantificate le risorse, che ammonta a  886.000 euro, una cifra però insufficiente per coprire la somma di 1.215.474,77 euro, di cui circa 150.000 rivenienti da avanzi del precedente triennio).

È proprio in quella sede che i rappresentanti provinciali dei sindacati si sono soffermati sugli interventi finalizzati all’Assistenza Domiciliare Integrata (Adi), rispetto alla quale, sollecitano “è necessario, riprogrammare, riqualificare e ampliare il servizio, utilizzando in modo appropriato le disponibilità economiche, in aggiunta a quelle erogate dalla Regione Puglia (100.934,08 euro), previste nel Piano di Azione Sociale del Ministro Fabrizio Barca”. 
“Inoltre”, spiegano, “è necessario accedere alle risorse recuperate da finanziamenti nazionali inutilizzati e dallo sblocco del Fondo Sviluppo e Coesione, per un ammontare di 330 milioni di euro, destinate alle Regioni del Sud (tra queste la Puglia) cui sono destinati euro 92.036.400,00, e che verranno messe direttamente a disposizione degli Ambiti. Per attingere a questi nuovi finanziamenti occorre una specifica programmazione aggiuntiva, incrementando l’assistenza socio-sanitaria a domicilio (ADI)”.

“L’attuale situazione del Consorzio dei Servizi Sociali di Poggiardo” continuano “non è dissimile da quella degli altri nove territori provinciali. Su un totale di una popolazione residente nei quindici Comuni che costituiscono il Distretto di 46.063 abitanti, di cui quella anziana rappresenta il 19% (5.073 i cittadini da 65 a 74 anni, 5.490 gli ultra settantacinquenni), con la programmazione delle due triennalità precedenti (2007-2009, 2010-2012), soltanto sette persone hanno beneficiato dell’assistenza socio-sanitaria a domicilio, e solo 30 la sola assistenza sanitaria”.

Per questo Le organizzazioni sindacali, “constatata la mancanza di informazione sulle nuove opportunità offerte dal Piano di Azione Sociale, si sono impegnate a consegnare tutta la documentazione, affinché anche i cittadini del territorio di Poggiardo possano beneficiare di questi servizi straordinari”.

 

 

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