Lecce Bene Comune: “No all’eolico a Torre Chianca”

sabato 12 gennaio 2013

Il consigliere Carlo Salvemini esprime la sua contrarietà all’impianto previsto nell’agro della marina leccese.

L’iter burocratico apertosi nel 2007 con la presentazione del progetto da parte della società veneziana ‘Elettrostudio Energia’ è oggi arrivata alla Valutazione di Impatto Ambientale richiesta dalla Regione che ha autorizzato, al momento, due delle dodici pale previste. Altre tre hanno ottenuto il via libera dal Comune di Lecce con alcuni prescrizioni.

Le perplessità manifestate in questi giorni sul parco da associazioni ambientaliste e movimenti civici riguardano soprattutto l’ubicazione:

Una parte dell’impianto ricade all’interno di una zona dichiarata di notevole interesse pubblico, 4 aerogeneratori sono considerati eccessivamente vicini a masserie e la realizzazione comporterà la trasformazione di un’area di oltre 4 ettari, di cui circa il 90% costituito da aree a seminativo;

Se è vero che nessuna opera di progetto ricade all’interno di Aree Protette o Zone SIC, c’è da evidenziare che nel raggio di 10 km però si trovano il Parco Regionale “Bosco e paludi di Rauccio”, la Riserva Naturale Statale “Cesine”, il SIC “Bosco di Cervalora”;

Nella stessa zona è già un’ altra centrale da 18 torri e sono state autorizzate le procedure di esproprio per ulteriori cinque in Contrada “Masseria Chiazzarelli”: si profilo il rischio ulteriore di un effetto selva.

Di recente, la Regione Puglia con riferimento agli impianti eolici e fotovoltaici al suolo, già in essere o previsti, ha emanato gli indirizzi sugli impatti cumulativi da valutare nell’ambito dei procedimenti di VIA attualmente pendenti. Cosa si dice? Che l’indagine valutativa ambientale, contestualizzata a largo raggio, deve tener conto degli aspetti paesaggistici, culturali e identitari, nonché della tutela del suolo, del sottosuolo, della natura e della biodiversità, così come della salvaguardia della salute e della pubblica incolumità (la zona di Torre Chianca come abbiamo visto rientra in questa fattispecie). Questo significa che nella valutazione degli effetti cumulativi è opportuno che  durante l’esame dei vari progetti di eolico e fotovoltaico previsti sul territorio ed in corso di autorizzazione, gli enti preposti attuino tutte le strategie e svolgano le valutazioni necessarie per bloccare il degrado ambientale ed arrestare il consumo di suolo agricolo. Questa novità normativa offre quindi al Comune la possibilità di rivedere il proprio parere.
 

Ma c’è un altro aspetto che va ulteriormente evidenziato: nel rapporto ambientale del Documento Programmatico Preliminare del nuovo PUG, approvato di recente dal Consiglio Comunale, è scritto che sono state individuate delle aree nelle quali non installare nuovi impianti di energia alternativa (praticamente tutta la fascia costiera, come si evidenzia nelle tavole); e che tra Lecce e Torre Chianca, cito testualmente, ”altra emergenza è data dall’alta densità degli impianti eolici che si sovrappongono indifferentemente al supporto paesaggio, senza divenire neppure elemento di orientamento per chi lo attraversa.” Insomma negli atti programmatori ufficiali del Comune non c’è spazio, a causa della pressione ambientale sull’area interessata, per ulteriori impianti di energia alternativa. 

Mi pare ci siano ragioni sufficienti per chiedere all’Assessorato Ambiente di verificare nuovamente tutte le possibilità che il Comune ha per dire no al nuovo parco eolico”. 
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