Si finge cieca per 23 anni, incastrata dalla Gdf

sabato 12 gennaio 2013
Ad essere scoperta dai Carabinieri, M.A., 40enne di Lecce: per i medici era cieca assoluta. Tutto fa pensare ad una falsa invalidità.

Il grave handicap di cui aveva le certificazioni le aveva fruttato anche un posto di lavoro. È finita nei guai, M.A., 40enne leccese, indagata per truffa aggravata in danno dello Stato per aver finto una cecità che, con ogni probabilità, è del tutto fasulla. 

A svolgere le indagini i Carabinieri della Stazione di Lecce Principale  guidati dal Luogotenente Giancarlo Mattia che nella giornata di ieri hanno notificato un provvedimento di conclusione delle indagini preliminari alla 40enne leccese.

I militari hanno voluto approfondire, nei mesi passati delle informazioni acquisite casualmente: come certificato da diverse commissioni mediche a partire dal 1989, M.A. risulterebbe affetta da cecità assoluta. Per questo motivo la 40enne ha beneficiato, sin da quella data, di una pensione Inps con indennità specifica. Non solo, proprio grazie al suo handicap, la donna è stata assunta, a partire dal 2003, come impiegata presso un ente dello Stato.


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Pedinamenti e appostamenti dei Carabinieri sono serviti per costituire un corposo dossier fotografico sulla donna, ripresa in più momenti della giornata e per più giorni in inequivocabili comportamenti “normali”: nessun occhiale oscurato, nessun bastone, nessun cane o altro aiuto per chi sfortunatamente deve condividere un handicap grave come questo. Addirittura in una circostanza, ripresa dalle telecamere dei militari, la donna è stata sorpresa intenta a sistemare delle scatole nel bagagliaio di una macchina evitando, con un movimento repentino, la caduta di una di esse ed evidenziando così anche ottimi riflessi.

Secondo un calcolo approssimativo dei Carabinieri, la donna avrebbe truffato, in 23 anni all’INPS e in 9 presso l’Ente statale, una cifra che si aggirerebbe intorno ai 285mila euro che dovrà restituire allo Stato.

Infatti, insieme alla denuncia alla Procura della Repubblica di Lecce che ha condiviso l’impianto probatorio, i Carabinieri hanno provveduto alla segnalazione del suo nominativo all’Inps e Agenzia delle Entrate.

Oltre al licenziamento con ogni probabilità, seguirà una procedura di recupero crediti da parte degli organi preposti.

    
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