Uranio a Torre Veneri, Lecce Bene Comune chiede la verità

sabato 17 novembre 2012

Il coordinamento ha presentato due esposti denuncia presso la Procura di Lecce per fare luce sull'uso di materiale radioattivo presso il poligono leccese.

Lecce Bene comune ha posto oggi, nel corso di una conferenza che si è tenuta a Frigole in mattinata, una serie di interrogativi sulla questione dell’Uranio impoverito presente a Torre veneri.

Quali sono le verità nascoste nel Poligono di Torre Veneri? Esiste un pericolo inquinamento da Uranio Impoverito o altri metalli pesanti? Ci sono pericoli per la salute della popolazione civile che abita nelle circostanti aree di Frigole e San Cataldo? Quali misure sono state e saranno prese? Chi controlla? Quali sono i risultati delle indagini già effettuate e finora non rese disponibili alla cittadinanza?

Questi i pesanti interrogativi che sono al centro dell’iniziativa di Lecce Bene Comune che con due esposti denuncia, uno del 31 maggio ed altro del 30 ottobre scorsi, ha interessato la Procura della Repubblica di Lecce perché sia fatta luce sulla vicenda. Un fascicolo è stato aperto dal Procuratore Ennio Cillo.

Dopo la guerra del Golfo e poi ancora la Bosnia ed il Kosovo incomincia ad assumere dimensione pubblica lo scandalo dell’Uranio Impoverito (Depleted Uranium). Diversi i casi che riguardano militari salentini affetti da patologie dopo aver presentato servizio proprio nel poligono leccese

Il 9 marzo 2012 una delegazione della Commissione parlamentare si reca presso il Poligono di Torre Veneri dove ascolta il colonnello Capraro, che esclude l’uso di uranio impoverito presso il Poligono di Torre Veneri. “… Rispondendo ai quesiti posti dalla senatrice Granaiola e dal senatore Caforio, il generale Cutropia e il colonnello Capraro hanno precisato che finiscono in mare, prevalentemente, bossoli di alluminio, e che non sono mai state effettuate bonifiche dei fondali. I due ufficiali hanno aggiunto che, per le esercitazioni a terra, la bonifica successiva è obbligatoria ed è certificata da un verbale redatto dal responsabile dell’ esercitazione. La bonifica -hanno precisato i due ufficiali- risponde ad esigenze di sicurezza, ed il bossolame raccolto viene poi smaltito all’esterno della base, a cura di stabilimenti specializzati. Hanno infine aderito alla richiesta della senatrice Granaiola, di trasmettere i registri in cui vengono annotati i munizionamenti utilizzati ed i residui raccolti nelle bonifiche.

Occorre aggiungere che, mentre si svolgeva il briefing, il collaboratore della Commissione capitano Paride Minervini, su disposizione della Presidenza, ha raccolto campioni di terreno ed effettuato un sopralluogo in alcune aree del Poligono, documentando, anche fotograficamente, una situazione non del tutto rispondente a quella descritta dal comando della base, e, soprattutto, tale da fare ritenere che il materiale residuato da esercitazioni non sempre sia oggetto di bonifiche accurate”.

Nel Resoconto sommario n. 71 del 16/05/2012 della Commissione Parlamentare, avete ad oggetto “Comunicazioni del Presidente sullo stato dell’inchiesta parlamentare relativamente ai poligoni di tiro”, il Presidente Senatore Rosario Giorgio Costa con riferimento al sopralluogo del 9 marzo scorso nel poligono di Torre Veneri, afferma che “… sopralluoghi effettuati dalla Commissione e dai collaboratori, a Capo Frasca, a Capo Teulada e a Torre Veneri, hanno messo in luce una situazione articolata, che però conferma come dato prevalente una certa sottovalutazione delle problematiche ambientali e sanitari..”. In quella stessa circostanza, il capitano Minervini, che accompagnava la delegazione della Commissione, effettuò ulteriori approfondimenti, dai quali risultò una situazione non del tutto rassicurante dal punto di vista dell’inquinamento. Per tale ragione, avendo anche il conforto degli altri componenti della delegazione, il Presidente ritenne opportuno conferire allo stesso capitano Minervini l’incarico di effettuare alcune verifiche tecniche in loco, con particolare riferimento alla parte marittima del poligono.

 

In data 24 luglio ha luogo la seduta della Commissione Parlamentare in cui, come risulta agli atti pubblicati online dalla Commissione medesima, il Capitano Paride rende noti gli esiti delle ulteriori indagini svolte. A questo punto, accade qualcosa di singolare ed inquietante e che merita molta attenzione: infatti, citando testualmente gli atti della Commissione Parlamentare “…poiché i risultati delle indagini svolte sono ancora provvisori, il Presidente (sen. Rosario Giorgio Costa) propone che l’audizione si svolga in seduta segreta, ai sensi dell’articolo 13 comma 1 del Regolamento interno.

Tutte le precedenti sedute della Commissione Parlamentare (circa 50 ad oggi nel solo 2012) sono state regolarmente comunicate alla pubblica opinione con pubblicazione del resoconto stenografico delle sedute. La seduta del 24 luglio sui risultati delle indagini effettuate a Torre Veneri viene invece secretata. Cosa ha detto il Capitano Minervini sulle indagini effettuate a Torre Veneri? Quali sono i risultati pur provvisori fin qui addotti? Perchè non sono stati resi pubblici?

Lecce Bene Comune chiede che sia fatta piena luce sulla vicenda, che vengano effettuati riscontri ed analisi; che quanto già riscontrato dalla Commissione tramite il Capitano Paride Minervini, venga reso di pubblico dominio. La popolazione ha il diritto di sapere qual è lo stato dei fatti, quali i rischi sanitari per la popolazione civile residente nelle aree limitrofe; se sussiste un pericolo di inquinamento di terreni, aria e falda che possa insinuarsi nel ciclo alimentare sia con riguardo all’eventuale presenza di uranio impoverito, sia agli altri metalli pesanti. Chiediamo di sapere se e quando si faranno i necessari interventi di bonifica che ha evidenziato la stessa Commissione Parlamentare (bonifiche per le quali erano stati stanziati dei fondi poi stralciati dal decreto sulla Spending Review). 
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